Aeroporto, M5s Umbria, la triste saga di Fly Volare
PERUGIA – “La triste saga di Fly Volare prosegue. L’auspicio è che il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini ed il presidente Sase (Società di gestione dello scalo umbro) Ernesto Cesaretti prendano atto della situazione e facciano un passo indietro, dando un segno di dignità e responsabilità nei confronti della comunità regionale”. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari in merito ai 500mila euro ‘elargiti’ da Sase a Fly Volare a titolo di caparra per nove voli nazionali e internazionali che, però, non sono mai decollati”.
“E, nonostante la volontà espressa dalla compagnia aerea di restituire i denari – continuano i due esponenti pentastellati -, a seguito della rescissione del contratto da parte di Sase per mancanza di autorizzazioni, ad oggi nemmeno un euro è tornato nella verde Umbria. Accredito promesso già per venerdì scorso, ma il conto in banca di Sase ancora langue”. Per Liberati e Carbonari “non è possibile trattare con tanta leggerezza le risorse pubbliche.
È altresì assurdo aver stipulato un contratto con chi, al momento della sottoscrizione, non disponeva nemmeno del certificato di operatore aereo e della licenza di volo. Un’altra ‘piccola’ legnata a una Sase dalle condizioni finanziarie già abbastanza compromesse, tanto che, come riporta ‘Il Messaggero’, ‘gli enti pubblici aderenti al capitale sociale della Sase Spa […] si sono visti recapitare in questi giorni la convocazione di un’assemblea straordinaria per la copertura delle perdite degli ultimi due esercizi’.
Urge dunque un’inversione di rotta – rimarcano i consiglieri del M5S-. Dopo la fine dell’ex Fcu – aggiungono -, dopo scelte prive di ragionevolezza nei collegamenti ferroviari nazionali, dopo strade ridotte a colabrodo, è evidente che andiamo velocemente incontro anche a un ulteriore depotenziamento dell’hub aeroportuale”.
“L’isolamento dell’Umbria – commentano – continua nel totale immobilismo dell’Istituzione regionale, in stato letargico perenne, come spesso denunciamo in Aula. Chi doveva controllare, non ha controllato. La politica non è pervenuta. E gli umbri – concludono – restano letteralmente a piedi oppure pagano extracosti per collegamenti altrove ordinari”.

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