Due mondi opposti uniti dalla musica a Perugia nel segno di UJ
di RitaPaltracca
Perugia, 8 luglio 2026 – Ieri sera il Santa Giuliana ha ospitato una serata semplicemente spettacolare, una di quelle che ridefiniscono l’anima di un festival. Un tramonto estivo ha avvolto e abbracciato intorno la scena anche al di sopra delle mura del complesso di Santa Giuliana sede della SLEE (Scuola Lingue Estere Esercito)Italiano) creando una cornice magica.
Nell’imbrunire, arriva Lei a completare l’atmosfera magica di questa notte perugina, Laurie Anderson, 79 anni, moglie del compianto Lou Reed, sembrava scesa direttamente dalla Luna, un fisico esile, complice anche un abbigliamento minimale, una tuta nera priva di elementi decorativi entra in scena abbracciando una viola elettrica che emana un dolce suono per nulla affatto metallico. Eccola, appena planata sul pianeta Terra, è sul palco di Umbria Jazz davanti a un pubblico attento e curioso di sapere cosa succederà nel corso dello spettacolo, in platea tra le prime file è presente anche l’attrice Isabella Rossellini.
Il suo nuovo spettacolo, si intitola “Let X=X / Republic of Love”, è un’avanguardia pura che forse Perugia non si aspetta, ma di cui ha terribilmente bisogno. Lo spettacolo è configurato come un’esperienza multidisciplinare incentrata sull’unione tra la musica di ricerca, la poesia, lo spoken-word e la visual art in cui convivono minimalismo, avant rock, ambient, jazz e avanguardia classica postmoderna. Uno stile che incarna la libertà espressiva di un’artista capace di superare ogni confine tra i generi. La performance si sviluppa in una serie di riflessioni focalizzate sulle dinamiche politiche e sulle problematiche del mondo contemporaneo, attraverso immagini e visual che sembrano rincorrersi tra loro e lei una aliena eterea, la sua voce si posa delicata ma incisiva, uno sguardo sul mondo che porta in una dimensione ben precisa, conoscere, sapere e riflettere.
Un intreccio potente tra l’amore, la politica e il governo, concepito come un invito a cena per “ospiti fantasma” (pensatori, musicisti, scrittori), dedicato alla memoria del marito Lou Reed, di cui continua a custodire l’immenso lascito. Al suo fianco i Sexmob, una band di formazione jazz della scena creativa di New York, la collaborazione le ha permesso di fondere la sperimentazione visiva con un’accurata ricerca sonora. Tra i momenti una reinterpretazione di A Hard Rain’s A-Gonna Fall di Bob Dylan, brano che Laurie usa come specchio del nostro presente – “Racconta come le persone immaginano la guerra. Oggi la gente sta tornando a immaginare la guerra, ma la maggior parte di loro non l’ha mai vissuta…” Nelle battute conclusive la musicista di New York, ha coinvolto gli spettatori presenti in platea invitandoli a eseguire una serie di movimenti legati alla disciplina del Tai Chi. Il pubblico ha assecondato l’invito determinando un finale collettivo volto alla riflessione interiore. Un live catartico che ha rimesso in pace l’anima e lo spirito.
A seguire al cambio palco è arrivata l’esplosione blues di Christone “Kingfish” Ingram giovane musicista direttamente dal Mississippi, già incoronato come uno dei migliori chitarristi e cantanti blues della sua generazione. Kingfish ha scosso la platea con uno stile unico, vibrante, potente e intriso di storia, una scossa dritta al cuore e allo stomaco .Con un bagaglio artistico che comprende già quattro album registrati in studio, il musicista americano ha consolidato la propria popolarità internazionale grazie all’impatto della sua performance live.
Due mondi opposti, una sola notte indimenticabile a Perugia con Umbria Jazz.





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