Haiti, violento terremoto al sud, magnitudo 7,2 sale a 304 numero morti 🔴 VIDEO

Bilancio purtroppo in crescita revocato allarme tsunami

Haiti, violento terremoto al sud, magnitudo 7,2 sale a 304 numero morti

Continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto di magnitudo 7,2 che ha colpito ieri Haiti. Sono salite a 304 i morti finora accertati, secondo quanto rende noto la protezione civile. (ANSA-AP). Un terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter ha colpito oggi Haiti, uno dei Paesi più poveri al mondo, che già nel 2010 venne devastato da un sisma meno forte ma che provocò la morte di oltre 220mila persone.

Il terremoto di magnitudo 7.2 aveva scosso Haiti è stato avvertito alle 8:30 ora locale (le 13,30 italiane di eri) a nord-est dalla città di Saint-Louis-du-Sud, a 10 km di profondità. La lunga scossa è stata avvertita in tutto il Paese dove sono stati registrati i primi danni materiali nelle località di Jérémie e Les Cayes, secondo le immagini diffuse dai testimoni.

Gli edifici religiosi, le scuole e le case sono state danneggiate dal terremoto, hanno riferito i residenti della zona colpita. Su video condivisi online, si vedono le rovine di vari edifici in cemento, tra cui una chiesa in cui a quanto sembra era in corso una cerimonia nella città di Les Anglais, 200 km a sud-ovest della capitale Port-au-Prince. Il 12 gennaio 2010 un terremoto di magnitudo 7 aveva devastato la capitale haitiana e diverse città di provincia. Più di 200.000 persone erano morte e oltre 300.000 altre erano rimaste ferite, 1,5 milioni di persone rimaste senza casa. (ANSA-AFP)

Il paese caraibico era stato colpito nel 2010 da un forte terremoto di magnitudo 7 che aveva causato più di 220.000 morti. Da allora molti haitiani continuano a vivere in rifugi di emergenza.

E che si trova in una profondissima crisi politica, dopo l’uccisione, il 7 luglio scorso, del presidente Juvenal Moise.
Oggi, a cinque settimane dall’assassinio, il giudice Mathieu Chanlatte, incaricato appena quattro giorni fa del caso, ha rinunciato.

La decisione è arrivata a due giorni dalla morte – in circostanze da chiarire – di un suo cancelliere. Chanlatte ha motivato la sua scelta facendo riferimento a questioni di sicurezza e mancanza di appoggio nello svolgimento di un’indagine di alto profilo e difficile come quella sull’uccisione del presidente, secondo quanto riportato da Bernard Saint-Vil, decano del tribunale di prima istanza a Port-au-Prince, citato dal Miami Herald. Era stato Saint-Vil a designare Chanlatte lunedì.

Ho preso questa decisione – ha spiegato poi lo stesso Chanlatte – perché tutte le autorità che dovevano provvedere alle mie esigenze in termini di sicurezza personale non hanno risposto favorevolmente alle mie incessanti richieste”.

Moise è stato ucciso da uomini armati che hanno fatto irruzione nella sua casa nella capitale in un agguato in cui è rimasta ferita la first lady Martine Moïse. Secondo la polizia haitiana più di 30 persone sono implicate nell’agguato, tra loro uomini d’affari, ex funzionari, ex soldati colombiani, un pastore haitiano e un medico che le forze di sicurezza sospettano di voler accedere alla presidenza.

L’attacco è scattato presso la residenza del presidente intorno all’una di notte. Gli assalitori hanno legato il personale e hanno colpito il presidente 12 volte con proiettili di grosso calibro. Uno dei colpi lo ha raggiunto alla fronte. La first lady è sopravvissuta all’attacco ed è stata trasportata in Florida per essere curata..

E’ stata la first lady a raccontare l’agguato in una recente intervista alla Cnn in cui ha spiegato di aver capito per la prima volta che qualcosa non andava quella notte quando lei e suo marito hanno sentito degli spari all’esterno. Una volta che si sono resi conto che gli uomini armati erano entrati in casa, hanno cercato di nascondersi sul pavimento dietro il loro letto. “A quel punto, non pensavo nemmeno che sarebbero stati in grado di entrare nella stanza in cui eravamo, perché avevamo tra le 30 e le 50 guardie di sicurezza”.

Ferita e sdraiata a terra, con il braccio rotto e sanguinante in più punti, la first lady poteva vedere solo le scarpe degli intrusi, più o meno una dozzina. Parlavano spagnolo e cercavano insistentemente qualcosa, che poi hanno trovato. Solo a quel punto hanno rivolto la loro attenzione al presidente sul pavimento e hanno fatto una telefonata in cui lo hanno descritto al loro interlocutore. “E forse la persona al telefono ha confermato che era lui. Poi gli hanno sparato sul pavimento”.

“Ho pensato: ‘È finita per entrambi.’ E ho chiuso gli occhi, non ho pensato a nient’altro. Solo: ‘È finita. Questo è il nostro ultimo giorno'”, ha ricordato. Ma gli aggressori se ne sono andati senza ulteriori spargimenti di sangue, forse credendola morta.

Anche dopo l’attacco, le guardie di sicurezza incaricate di proteggere la prima famiglia di Haiti non sono mai arrivate. È stata una cameriera che alla fine ha trovato la signora Moise nella camera da letto intrisa di sangue. Alla fine è arrivata una squadra della polizia nazionale per portarla via, prima in un ospedale locale e poi in aereo in un ospedale di Miami con i suoi figli.

Quando ha lasciato la sua casa Martine Moise è rimasta colpita dall’assenza delle guardie solitamente presenti nel terreno del complesso. Decine di guardie con i dormitori nel seminterrato della casa, al fine di garantire rotazioni senza interruzioni. “Le guardie non se ne andrebbero senza un ordine. Forse hanno ricevuto un ordine di andarsene – questo è quello che penso”, ha detto.

E’ stato revocato l’allarme tsunami dopo il terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter che ha colpito il sud di Haiti. Lo ha reso noto l’Us Tsunami Warning System.

(Ses/Adnkronos)

 

(segue)

 
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