Emergenza sanitaria e ricostruzione, Bianconi, “carta e penna” e scrive a tutti

 
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Emergenza sanitaria e ricostruzione, Bianconi, "carta e penna" e scrive a tutti

Emergenza sanitaria e ricostruzione, Bianconi, “carta e penna” e scrive a tutti

“Dopo l’emergenza Covid-19 la ricostruzione post-terremoto del 2016 è un’occasione immediata per far ripartire l’economia italiana con il lavoro”. È questo il contenuto di una lettera che il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) ha scritto al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Commissario straordinario per il sisma Giovanni Legnini, e ai presidenti delle quattro Regioni colpite dal terremoto, Donatella Tesei (Umbria), Luca Ceriscioli (Marche), Marco Marsilio (Abruzzo) e Nicola Zingaretti (Lazio). Nella lettera Bianconi sostiene che “un contributo indispensabile per rilanciare l’economia può arrivare da un settore anticiclico come l’edilizia. Oggi abbiamo nelle nostre mani una grande occasione da sfruttare: sbloccare con pochi efficaci provvedimenti, il più grande cantiere d’Europa già finanziato, quello del terremoto del 2016, che coinvolge ben quattro regioni. Un’azione, dai costi limitati, ma con un impatto molto importante ed immediato sull’economia, l’occupazione, la qualità della vita e la fiducia verso il futuro”.

IN SINTESI
 Il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Commissario straordinario per il sisma Giovanni Legnini, e ai Presidenti delle quattro Regioni colpite dal terremoto su come sfruttare la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Per Bianconi “la ricostruzione post-terremoto del 2016 è una occasione immediata per far ripartire l’economia italiana con il lavoro”.

“Negli uffici regionali della ricostruzione – spiega Bianconi – ogni istruttore di pratiche, ogni anno, mediamente autorizza cantieri e contributi per circa 4-5 milioni di euro. Il costo medio lordo annuale per istruttore è di circa 40-45 mila euro. Un investimento per Regione di 1 milione di euro l’anno per tre anni farebbe assumere circa 22 nuovi istruttori. Un investimento di 3 milioni di euro per 3 anni genererebbe un fatturato nel settore dell’edilizia di circa 330 milioni di euro per regione. Se la cifra fosse raddoppiata, ripartendola in parti uguali tra Regioni e Stato, si arriverebbe a 24 milioni di euro di investimenti per l’assunzione di 571 istruttori, i quali genererebbero in 3 anni circa 2miliardi 640 milioni di euro di fatturato potenziale, al quale andrebbe aggiunto l’indotto ed il beneficio sui consumi indiretti in tutti i settori.

Considerando poi che il Commissario starebbe lavorando alla messa a punto di una nuova ordinanza che potrebbe semplificare l’iter burocratico di approvazione e concessione del contributo per alcuni progetti sotto certe soglie, il ritorno di un eventuale investimento fatto da Stato e Regioni potrebbe diventare ulteriormente performante.

Si potrebbe azzardare una previsione di un +20 per cento come beneficio generato da un investimento di 24 milioni in 3 anni che produrrebbe per l’economia reale diretta circa 3miliardi 168 milioni di euro. Lascio ad altri più esperti di me poi la quantificazione del moltiplicatore economico che questa cifra genererebbe sulla nostra economia”. “Inoltre si potrebbe attivare – prosegue Bianconi – una temporanea sospensione del Codice dei contratti pubblici e il contemporaneo utilizzo delle normative dell’ordinamento europeo per garantire la legalità, per accelerare lo sblocco dei grandi progetti e cantieri nelle aree del cratere e di tutto il Paese. Secondo l’Ance il settore delle costruzioni incide per il 9 per cento sul Pil nazionale. Quindi a beneficiare dei fondi ipotizzati sarebbero innumerevoli categorie. Il tempo – conclude Bianconi – è un fattore cruciale per il successo. Dobbiamo agire immediatamente e in modo coordinato, ad ogni livello di governo, superando inutili strumentalizzazioni partitiche, nell’interesse esclusivo del Paese”.

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