Villa Palma simbolo di quel patrimonio culturale da valorizzare

 
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Villa Palma simbolo di quel patrimonio culturale da valorizzare

Villa Palma simbolo di quel patrimonio culturale da valorizzare

di Michele Rossi
Chi mi conosce sa quanto tenga alle sorti dell’antica dimora cinquecentesca di Villa Palma.
Prima ancora di altre mie battaglie civiche più recenti, Villa Palma è nel mio cuore perché per me è da sempre simbolo di quel patrimonio culturale che, abbandonato e dimenticato, meriterebbe considerazione e opportuna valorizzazione.

Mi occupo indefessamente di quel bene da più di 10 anni e mai l’ho dimenticato perché la sua salvaguardia lo merita: non a caso il primo atto politico che ho presentato appena eletto consigliere comunale è stata un’interrogazione per capire se e come l’esecutivo intendesse interessarsi al caso Villa Palma.

L’attenzione che insieme a tanti altri ho tenuto sempre viva in questi anni, ha comunque permesso di ottenere almeno la messa in sicurezza della dimora storica scongiurando cosi la perdita definitiva del prezioso bene, insieme ad un controllo continuo del bene che negli anni ha fermato e scoraggiato inutili nuove scorribande al suo interno.

Ad oggi la Villa è oggetto di una vendita giudiziaria che, di data in data, si trascina da più di un anno. Partendo da una base d’asta di più di poco di € 1milione e mezzo, il prossimo maggio si potrà acquistare la villa probabilmente partendo da una irrisoria base d’asta di €400mila (il prezzo di un appartamento in centro).

Si tratta di un valore veramente modesto; certo la villa necessita poi di un grande impegno economico per il suo restauro,  ma la vendita comprende un vastissimo compendio immobiliare con possibilità edificatoria.
Da parte mia certamente non c’è la volontà di interferire in una vendita giudiziaria, ma su Villa Palma c’è da considerare l’interesse pubblico e come Consigliere mio dovere è quello di provare a salvare prima possibile il prezioso bene di indubbia importanza per la città.

Per questo trovo giusto rivolgere un accorato appello in primis alla oggi “regione amica” che proprio per il suo acquisto potrebbe esercitare diritto di prelazione, alla Fondazione Carit che è da sempre sensibile e tanto fa per la tutela dei nostri beni, all’ imprenditore locale che potrà leggermi perché oltre a perseguire legittimamente il proprio interesse, comprenda quanto sia importante salvaguardare e ridare alla città una dimora storica dalla bellezza unica ed eccezionale; un luogo che ne sono sicuro è anche nel suo cuore.

Michele Rossi
Capogruppo Terni Civica
Consiglio Comunale di Terni

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