Rimozione di un ordigno a Terni, fuori casa 4mila residenti

Rimozione di un ordigno a Terni, fuori casa 4mila residenti

Sono previste per domenica 29 agosto  le operazioni di evacuazione della zona di sicurezza dell’area a ridosso della linea ferroviaria Terni-Ancona, in prossimità di via Eclo Piermatti dove è stato rinvenuto un ordigno bellico della Seconda Guerra mondiale. I cittadini interessati sono poco più di 4 mila, il raggio della zona di sicurezza è di 468 mt dall’ordigno.

Gli interventi si svolgeranno secondo il piano della protezione civile. Piano che contiene anche l’elenco delle vie da evacuare e le aree di accoglienza per chi non può provvedere a sistemazioni autonome. La protezione civile comunale ha realizzato un volantino di informazioni utili.

Alle 6.30 prenderanno il via le operazioni di sgombro. Seguirà alle 7 la chiusura delle strade di accesso e sarà tassativamente vietato l’ingresso, consentendo la sola uscita dall’area di evacuazione. Appena verificato che l’area sarà interamente sgombra di persone avranno inizio le operazioni di disinnesco.

Per il rientro – comunque previsto in giornata –  la popolazione sarà avvertita dagli operatori della protezione civile e da messaggi sui mezzi di comunicazione e nel sito istituzionale www.comune.terni.it.

Le persone non autosufficienti, con fragilità ed i malati gravi, bisognosi di particolare assistenza nelle fasi del trasferimento, verranno contattati direttamente per le indicazioni relative alle operazioni di sgombero. Qualora all’interno dei nuclei familiari vi fossero situazioni di questo tipo ma non a conoscenza degli uffici e delle strutture pubbliche, occorre segnalare al più presto, al numero verde  800.737073 la presenza di criticità. Il numero verde è a disposizioni anche per le informazioni.

Per non ostacolare il transito dei mezzi operativi e di soccorso si chiede di verificare che la sosta dei propri veicoli non crei ostacoli. All’interno dell’area sono sospese le linee urbane ed extraurbane del trasporto pubblico salvo le linee speciali di adduzione ai centri di accoglienza.  Tutti i negozi, le stazioni di rifornimento e le attività all’interno dell’area sono chiuse.

 
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