Disabili, M5s Terni, inaccettabili dichiarazioni assessore Cecconi

 
Chiama o scrivi in redazione


Disabilità al tempo del coronavirus, famiglie sempre più sole

Disabili, M5s Terni, inaccettabili dichiarazioni assessore Cecconi

Il sindaco tolga immediatamente le deleghe alle politiche sociali all’assessore Marco Celestino Cecconi. Un assessore che accusa le famiglie di persone con disabilità di avere interessi specifici, dopo la denuncia sulla stampa dei gravi disagi riscontrati nel servizio di trasporto, non può far altro che essere mandato a casa.
Non è tollerabile che l’assessore dopo avere ignorato totalmente le procedure previste dalla delibera di agenda 22 rispetto alla partecipazione ed il controllo dei servizi da parte dei titolari dei diritti, si rivolga ai familiari delle persone con disabilità con tale arroganza.
Aver eliminato un servizio sostituendolo con una mancetta è un precedente che mina la libertà di movimento dei titolari dei diritti. Le stesse parole dell’assessore lo inchiodano alle sue gravi colpe.  Non si possono gestire i trasporti delle persone con disabilità con i volontari, servono persone qualificate e stipendiate così da dare continuità e qualità al servizio.
Ci chiediamo inoltre che tipo di disponibilità di mezzi abbia la cooperativa che si appresta ad essere inserita nell’elenco dei trasportatori e soprattutto per quanto tempo durerà con tali condizioni economiche, visto che a quanto pare c’è chi eroga il servizio misteriosamente nonostante le grandi difficoltà economiche riscontrate.
È ora di chiudere questa assurda pagina aggravata dall’atteggiamento di chi sistematicamente ad ogni errore invece di fermarsi e confrontarsi realmente persevera ostinatamente nei propri errori presentando il conto alle persone più deboli. Ecco il vero volto della giunta Latini, essere forti con i deboli e deboli con i forti: l’assessore al welfare rappresenta oggi il nemico pubblico nr 1 dei disabili e delle loro famiglie.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*