Marchio Ternana Calcio all’asta: offerte fino al 10 luglio

Marchio Ternana Calcio all'asta: offerte fino al 10 luglio

La viverna rossoverde in vendita, Terni attende il verdetto

Da mercoledì 10 giugno 2026, alle ore 15, il marchio storico della Ternana Calcio 1925 è formalmente in vendita. La procedura, autorizzata dal Tribunale di Terni nell’ambito della Liquidazione Giudiziale n. 13/2026, è affidata alla piattaforma Gobid International Auction Group, specializzata in vendite telematiche competitive. Il lotto messo all’incanto è unico e comprende diversi elementi.

Il cuore dell’offerta è il marchio registrato “Ternana Calcio”, depositato l’8 settembre 2021 e registrato ufficialmente il 17 maggio 2022. Con esso vengono ceduti lo stemma ufficiale del club, il simbolo della viverna — figura araldica che da un secolo identifica la squadra umbra — e i colori rossoverdi che ne costituiscono l’identità visiva. A questi si aggiungono trofei, gagliardetti, coppe e quadri celebrativi accumulati nel corso della storia sportiva del club. Completano il lotto le attrezzature sportive, gli arredi, gli impianti, le macchine d’ufficio e le dotazioni tecnologiche.

I numeri dell’asta e le regole di partecipazione

Il prezzo base d’asta è fissato a 126.835 euro, con offerta minima di 95.126 euro e oneri accessori di gestione pari a 1.500 euro. Il deposito cauzionale corrisponde al dieci per cento del prezzo offerto e il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 10 luglio 2026 alle ore 15.

La procedura si articola in due fasi distinte. Nella prima, attiva dall’apertura fino alla scadenza del 10 luglio, gli interessati potranno presentare le proprie offerte irrevocabili attraverso la piattaforma Gobid.it, previa registrazione e invio tramite PEC della documentazione richiesta insieme alla ricevuta del bonifico relativo alla cauzione. Le offerte resteranno irrevocabili per 120 giorni. Nel caso in cui venga presentata una sola offerta ritenuta congrua dai curatori, il lotto potrà essere aggiudicato direttamente senza passare alla seconda fase competitiva. Se invece risulteranno più proposte valide, si procederà a una vera e propria gara online tra gli offerenti ammessi.

La procedura è seguita dai curatori nominati nell’ambito della liquidazione giudiziale, sotto la supervisione del Giudice Delegato Claudia Tordo Caprioli.

Lo scenario: due contendenti principali

Il campo degli aspiranti acquirenti si riduce, almeno per ora, a due soggetti principali, con motivazioni e strategie assai diverse tra loro.

Da un lato c’è Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e fondatore dell’Università Niccolò Cusano. L’imprenditore romano ha già dichiarato pubblicamente di aver presentato una pre-offerta alla curatela fallimentare, collocandosi in pole position nella corsa al simbolo rossoverde. Il suo progetto è ambizioso: riportare il calcio professionistico a Terni attraverso la fusione tra l’Orvietana e la Ternana Tip Power Futsal, dando vita a una nuova società che erediti la tradizione — e, se possibile, anche il nome — della squadra cittadina.

Dall’altro lato si posiziona l’associazione “La Ternana siamo Noi”, un movimento di tifosi e cittadini ancora nella fase di raccolta delle adesioni. Per questa realtà, l’acquisizione del marchio non ha un fine commerciale immediato, ma rappresenta un atto di tutela identitaria: conservare nella comunità locale l’anima simbolica di un club centenario.

La fusione Orvietana-Futsal: percorso in dirittura d’arrivo

Sul fronte societario parallelo, gli sviluppi si sono accelerati nelle stesse ore. Davanti a un notaio ternano, Roberto e Lorenzo Biagioli hanno firmato la cessione dell’Orvietana all’Università Niccolò Cusano, rappresentata dall’amministratore delegato Fabio Stefanelli, per consentire la rinascita della Ternana.

L’operazione non è, tuttavia, una semplice compravendita. Il titolo sportivo rimane separato dal prezzo di acquisto, come previsto dall’articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC. Una volta completata la fusione con la Ternana Futsal di Emanuele Tonel, la nuova società erediterà il titolo sportivo più alto tra quelli delle società coinvolte. La società risultante parteciperà così al campionato di Serie D nel girone E umbro-toscano per la stagione 2026/2027.

Il fallimento e la perdita del professionismo

Per comprendere la portata di ciò che viene ora messo all’asta, è necessario richiamare quanto accaduto nelle settimane precedenti. Il 12 maggio 2026, alle ore 12, non era arrivata alcuna offerta per il ramo sportivo del club rossoverde, rendendo inutile l’asta prevista al Tribunale di Terni. Per una società che aveva appena attraversato il traguardo simbolico del secolo di vita, l’epilogo aveva pesato come una frattura sportiva e identitaria.

Con la revoca dell’affiliazione da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio, la Ternana Calcio 1925 ha perso il proprio posto nel calcio professionistico dopo trentuno stagioni consecutive tra i ranghi dei campionati nazionali. Un capitolo sportivo lungo e significativo, chiuso in modo definitivo da una procedura fallimentare che ora arriva al suo atto conclusivo con questa vendita telematica.

Il precedente del Chievo e il valore simbolico del marchio

Non si tratta di un caso isolato nel panorama del calcio italiano. La vicenda richiama episodi analoghi verificatisi negli anni più recenti. La Clivense ha riacquistato per 330.000 euro il marchio del Chievo Verona, potendo così cambiare nome e riprendere la tradizione sportiva originale. Allo stesso modo, nel 2024, la Fenice Amaranto si è aggiudicata all’asta giudiziale il marchio della Reggina, consentendo alla nuova realtà calabrese di riannodare i fili con la propria storia.

Questi precedenti dimostrano che il valore di un marchio calcistico va ben oltre la sua stima patrimoniale. Per una città come Terni, la viverna rossoverde non è soltanto un logo registrato: è un elemento di coesione collettiva, il simbolo di una comunità che ha vissuto gioie e dolori sportivi per oltre un secolo. Proprio per questo, l’asta aperta il 10 giugno assume un significato che trascende il semplice valore economico del lotto.

Tempi stretti e scenari aperti

La finestra temporale disponibile è relativamente breve. Le offerte dovranno pervenire entro il 10 luglio, e l’aggiudicazione definitiva potrà avvenire anche in tempi rapidi qualora i curatori ritengano congrua una singola proposta. Parallelamente, l’iscrizione al campionato di Serie D per la stagione 2026/2027 impone scadenze federali molto rigide, rendendo ogni ritardo potenzialmente decisivo per il progetto di rinascita calcistica a Terni.

Il futuro del calcio cittadino, dunque, si decide su due tavoli distinti ma strettamente interconnessi: quello dell’asta giudiziaria per il marchio storico e quello delle trattative societarie per la fusione che dovrà portare una nuova squadra rossoverde in campo già dalla prossima stagione.

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