Ad Ascoli il Perugia perde due ad uno e torna sconfitto

Under 17 e 15 del calcio perugino dominano il girone

Ad Ascoli il Perugia perde due ad uno e torna sconfitto

di Gianluca Drusian

Vince l’Ascoli per due ad uno grazie ad un rigore dubbio al minuto 89 la gara del Del Duca.

Il Perugia esce sconfitto e mestamente ritorna a Pian di Massiano senza quelle certezze (poche) che lo avevano contraddistinto con l’arrivo di Tedesco in panchina.

Per quanto visto in campo, la prestazione del Perugia non c’è stata.  Oltre alla buona volontà e cercando di andare oltre ad essa senza volerne sminuire e riconoscerne la bontà dell’impegno messo in campo, il gioco di squadra messo in mostra dagli uomini di Tedesco non c’è stato .

Cosa che, quest’ultimo, quando i punti in palio diventano fondamentali potrebbe diventare di minore rilevanza ma che, se il gioco è anche dipeso da una mancanza di struttura e di impianto impiegato dal tecnico perugino, allora i dubbi e le perplessità risorgono dopo che sembravano essere state buttate alle spalle con l’arrivo sulla panchina di mister Tedesco.

Le scelte di quest’ultimo di inizio gara, infatti, hanno ricalcato le scelte poco coerenti e poco produttive di tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancorossa negli ultimi tempi. Il voler cambiare il modulo, riadattare giocatori in ruoli non congeniali, almeno fino alla fine del primo tempo non solo non ha premiato le scelte del mister che si è dovuto ricredere nell’intervallo, ma sono andate in quella direzione di insicurezza e poca chiarezza che hanno sempre messo in difficoltà le poche certezze con le quali hanno convissuto i giocatori dall’inizio del torneo.

L’augurio è che, a questo punto della stagione, con i nuovi innesti provenienti dal mercato di riparazione e con le ulteriori mosse che la società saprà compiere fino al suo termine, la squadra ed il tecnico possano tornare a costruire una identità ancora più battagliera se non foriera di buon gioco che possa portare il Perugia al raggiungimento di una salvezza diventata davvero seriamente difficile da conquistare.

Quanto alla gara, detto della novità del modulo iniziale con i tre difensori (Riccardi-Stramaccioni-Tozzuolo) schierati davanti a Gemello, con Dell’Orco e Megelaitis sugli esterni e Bartolomei-Tumbarello-Joselito a centrocampo e Nepi-Bacchin in attacco (con Manzari a sorpresa relegato in panchina), l’Ascoli del primo tempo ha dettato i ritmi della gara, non propriamente forsennati ma comunque idonei a spingere i biancorossi a restare quasi sempre dentro la propria metà campo a difendere ma sterili ed inoffensivi per tutti i primi 45 minuti di gioco.

Le occasioni, poche, comunque costruite dai bianconeri hanno avuto lo stesso il merito di portare in vantaggio i padroni di casa su una palla da fermo di calcio d’angolo con D‘Uffizi al 32’ pronto ad infilare in rete alle spalle di Gemello dopo un’altra pericolosa occasione sciupata da Gori al 24’.

Nel secondo tempo, con i cambi di Bolsius (nuovi arrivo)-Manzari e Giunti, il Perugia, tornato al 3-4-1-2 ha avuto il merito di riuscire ad affacciarsi verso la porta avversaria fino alla rete del pareggio, sempre su colpo di tesa su calcio d’angolo di Manzari al 54’ che, meritatamente, faceva riprendere fiato a tutta la panchina biancorossa.

Con l’entrata dei Silipo, uno tra i migliori dell’Ascoli inaspettatamente lasciato in panchina dal mister Tomei, di Rizzo Pinna e Corradini la squadra di casa provava di nuovo a ribaltare la situazione.

Ci andava vicino prima con Rizzo Pinna al 77’ su invito di Silipo, con D’Uffizi al 85’ ma ci riusciva al 89’ con Rizzo Pinna su un calcio di rigore decretato dal direttore di gara dopo la revisione dell’azione al “var” molto, ma molto discutibile per un presunto fallo di mano in area biancorossa.

Non essendoci più tempo per recuperare, il fischio finale rendeva merito eccessivo ad un Ascoli volenteroso ma non in grande giornata mentre rimandava ancora una volta a casa un Perugia ripiombato in una crisi di identità che sembrava aver superato ma che sembra non voglia sotterrare definitivamente con tutti i pericoli del caso annessi e connessi.

PROMOSSI: la difesa finchè ha retto e poco altro.

Bocciati: Bacchin (sembra tornato sui livelli di prima della sua esplosione contro il Forlì) e tutto l’attacco poco pericoloso e fragile ma anche il centrocampo troppo passivo e poco aggressivo per tutta la partita. Questione di mentalità e, su questa, non c’è niente da fare. Come si può allenare?

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