Superbonus Caldaie, l’Umbria stanzia fondi e chiude i conti

Superbonus Caldaie, l’Umbria stanzia fondi e chiude i conti

Coperte le domande 2025, 1,8 milioni per il biennio futuro

La Regione Umbria ha approvato una nuova misura volta al risanamento ambientale e alla chiusura delle pendenze ancora aperte nel bilancio 2025: si tratta del Superbonus Caldaie, rilanciato con un rifinanziamento di 1,8 milioni di euro per il biennio 2026-2027 e con la copertura integrale delle 24 istanze del 2025 rimaste escluse dai fondi per esaurimento della dotazione disponibile.

Con il provvedimento inserito nell’assestamento del bilancio di previsione 2025-2027, l’attuale esecutivo regionale ha inteso sanare una gestione precedente ritenuta inefficace, che aveva provocato una distribuzione squilibrata delle risorse pubbliche destinate alla qualità dell’aria. Il nuovo intervento punta alla sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa altamente inquinanti, concentrandosi esclusivamente nei territori urbani a maggiore rischio ambientale.

L’amministrazione regionale ha così ripreso in mano un capitolo critico, dopo che, nel novembre 2024, il precedente bando era stato sospeso a causa dell’esaurimento dei fondi. La dotazione finanziaria originaria di 5,5 milioni di euro, stanziata in base all’Accordo di programma per la qualità dell’aria tra Regione e Ministero dell’Ambiente, era stata distribuita in modo uniforme su tutto il territorio umbro, anziché essere mirata sui comuni maggiormente colpiti da criticità ambientali.

A seguito di questa scelta, su 2.152 domande ammesse al contributo per la sostituzione delle caldaie, 24 erano rimaste escluse per mancanza di risorse, con un valore complessivo vicino agli 84 mila euro. La Regione ha ora disposto la copertura di queste istanze, garantendo così il completamento dell’assegnazione degli incentivi relativi al 2025.

Al contempo, si è deciso di destinare nuove risorse per i prossimi due anni, indirizzandole in maniera esclusiva verso le aree urbane critiche della regione, prime fra tutte Terni e Narni, che negli ultimi anni hanno mostrato livelli preoccupanti di polveri sottili derivanti da impianti a biomassa domestica. Proprio questi due comuni, inseriti nel perimetro della crisi ambientale complessa, erano rimasti pressoché esclusi dal precedente piano di incentivi: soltanto il 5% della dotazione complessiva era infatti arrivato a questi territori.

La nuova strategia della Regione nasce anche come risposta alla mancata collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte dell’esecutivo umbro, non ha mai avviato un confronto per rivedere l’Accordo di programma. L’assessorato all’ambiente aveva formalmente chiesto una revisione delle modalità di utilizzo delle risorse, per poter concentrare gli interventi nei territori più vulnerabili. Tuttavia, in assenza di riscontro, la Regione ha deciso di agire autonomamente, attingendo al proprio bilancio per sostenere l’azione di risanamento ambientale e prevenire un possibile ritorno in procedura d’infrazione europea per sforamento dei limiti di emissione.

La nuova misura rappresenta così una doppia risposta a un’esigenza territoriale e a una responsabilità amministrativa. Da un lato, si evita che famiglie e imprese rimangano escluse dal contributo promesso a causa di una pianificazione carente; dall’altro, si costruisce un piano di sostituzione caldaie realmente coerente con la mappa dell’inquinamento in Umbria.

Il finanziamento da 1,8 milioni per il biennio 2026-2027 sarà dunque esclusivamente riservato ai comuni dove è documentata la maggiore incidenza di emissioni da impianti domestici a biomassa, considerati tra le principali fonti di particolato fine nell’atmosfera. L’intervento sarà attuato con criteri selettivi, finalizzati a garantire l’effettiva efficacia ambientale e sanitaria delle sostituzioni, contribuendo anche al percorso regionale verso la transizione ecologica e il miglioramento della qualità dell’aria.

Con questo piano, l’Umbria cerca di coniugare rigore contabile, giustizia territoriale e responsabilità ambientale, riparando i danni di una distribuzione delle risorse ritenuta inefficiente e potenzialmente dannosa. Il riordino delle priorità, unitamente alla certezza dei finanziamenti futuri, mira a restituire fiducia ai cittadini e a tutelare la salute pubblica nei territori più esposti agli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico.

La Regione conferma così il proprio impegno nel promuovere strumenti concreti di sostenibilità e supporto alle famiglie, evitando disparità territoriali e intervenendo là dove gli impatti ambientali richiedono misure tempestive e mirate.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*