Negato l’affitto perché palestinese, gesto di razzismo a Perugia, emergenza affitti

Sulle prime la telefonata è stata cordiale e poi...

Negato l’affitto perché palestinese, gesto di razzismo a Perugia, emergenza affitti

Come Sinistra Universitaria denunciamo, nella situazione di difficoltà già denunciata dalla scorsa settimana da noi e Sunia Perugia, una situazione inaccettabile di xenofobia e razzismo che si è verificata ai danni di uno studente Palestinese a Perugia: iscritto all’Università degli Studi di Perugia e alla ricerca di una stanza in città, si è messo in contatto per tramite di un amico, nei giorni scorsi, con il proprietario di un immobile del centro che aveva pubblicato un annuncio in uno dei tanti gruppi Facebook dedicati. Sulle prime la telefonata è stata cordiale, finché a un certo punto, lo studente si è sentito rivolgere la domanda: “ma il tuo amico è italiano?”.


Di UDU


Alla risposta negativa, i proprietari hanno cominciato ad accampare scuse per negare l’affitto “Sai, ci sono già degli studenti italiano, con le loro abitudini, il loro cibo”, in un secondo momento, incalzati dall’amico che ironicamente ha ribattuto “ma guardate che i palestinesi mica mangiano la sabbia”, hanno finalmente scoperto le carte ammettendo la natura razzista e xenofoba del rifiuto.

Affitti studenti, offerta stanze non sufficiente, rischio emergenza abitativa

“Come Sinistra Universitaria – Udu Perugia – dichiara il vice coordinatore Aleph Bononi – abbiamo raccolto questa segnalazione e denunciamo come questo tipo di comportamenti sia assolutamente inaccettabile. Proprio a causa di queste situazioni Perugia rischia di perdere la sua caratura di città aperta, universitaria e internazionale. A ciò si aggiunge la particolare situazione di difficoltà di studentesse e studenti di trovare abitazioni nella città di Perugia”. “Anche in questa situazione – conclude – chi paga il prezzo più alto sono le categorie più deboli, a causa di comportamenti scorretti e inaccettabili dei proprietari. Rinnoviamo quindi la richiesta alle istituzioni locali e regionali di un tavolo di confronto: le istituzioni devono intervenire”.

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