Affitti studenti, offerta stanze
non sufficiente, rischio emergenza abitativa
Come Sinistra Universitaria – Udu Perugia e SUNIA Perugia, denunciamo una situazione che da tempo sta venendo segnalata da studentesse e studenti nella nostra città, in cui dall’inizio dell’anno accademico 2021/2022 trovare una stanza da fuori sede sta diventando una corsa a ostacoli. Registriamo da mesi, infatti, la difficoltà del mercato immobiliare nel soddisfare la domanda degli studenti fuorisede: tendenza è in gran parte conseguenza delle dinamiche generate dal primo lockdown e del successivo mantenimento della didattica a distanza, che hanno spinto locatori, spesso su suggerimento delle agenzie immobiliari, a preferire altri locatari rispetto agli studenti.
fonte UDU
In un contesto nazionale in cui la spesa media annuale di uno studente fuorisede si aggira intorno ai 11.000 euro e in cui il 27% di questa spesa è mediamente rappresentato dal canone di locazione, è facile pensare che la scelta più ovvia sia rimanere nel proprio luogo di origine: “In quanto studentessa fuori sede, pur volendo tornare in città e prendere nuovamente parte alle attività universitarie, mi trovo impossibilitata a farlo – testimonia M.B. Studentessa iscritta all’ultimo anno del corso di laurea di Psicologia Unipg – La ricerca di una casa e di un affitto accessibile mi risulta impossibile e mi sembra di non poter fare altro che restare nella mia città natale, qui al sud. Questo mi fa sentire esclusa da una realtà che vorrei e avrei il diritto di vivere a pieno, come tutti stanno ritornando, pian piano, a fare. Invece mi sono rassegnata all’idea di dover restare dove sono e portare a termine l’ultimo anno a distanza”.
La carenza di offerta e l’aumento della domanda rischiano in breve tempo di determinare l’aumento dei prezzi e il crollo delle condizioni delle abitazioni riservate agli studenti. “La situazione rischia di precipitare – commenta Aleph Bononi, Vice Coordinatore della Sinistra Universitaria Udu Perugia – con l’avvio del secondo semestre dell’anno accademico. La riapertura completa degli spazi universitari determinerà verosimilmente il ritorno di tanti fuori sede in città”. “chiediamo quindi – conclude Bononi – un tavolo di confronto con le istituzioni regionali e cittadine e con l’Università che trovi delle soluzioni a una situazione che mette a rischio il sistema universitario regionale”.
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“La ripresa delle lezioni in presenza – aggiunge Cristina Piastrelli di SUNIA Perugia – fa tornare l’incubo della ricerca di un alloggio. La carenza ti alloggi, la crisi economica e sociale indotta dalla pandemia, la possibilità per i locatori di ristrutturare i propri alloggi introdotta dal bonus 110 accentua la difficoltà per gli studenti a reperire alloggi a canoni sostenibili. Occorrono azioni coordinate e strutturali se si vuol affrontare in maniera seria il problema. Occorre che ognuno faccia la propria parte a partire dal Comune che deve prevedere aliquote Imu ridotte per tutti i proprietari che affittano a studenti. Auspichiamo che venga sin dalle prossime settimane convocato un tavolo di confronto viste la situazione di forte incertezza che si sta delineando”.
L’obiettivo delle istituzioni, deve essere quello di prevenire il disagio che sicuramente questa situazione potrà generare, nell’interesse di oltre 10.000 iscritte e iscritti fuori sede. Accanto chiediamo con forza anche un sostanziale potenziamento della residenzialità pubblica (i collegi Adisu) che attualmente soddisfano solo il 10,3% della popolazione.

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