Memoria motore di pace guida gli studenti nella Sala dei Notari

Percorso educativo sulla memoria coinvolge gli studenti dentro Perugia

La memoria diventa strumento vivo e condiviso nella Sala dei Notari, dove oltre duecento studenti delle scuole superiori del territorio hanno preso parte all’iniziativa “Educare alla memoria per un futuro di pace”, organizzata in occasione della Giornata della Memoria all’interno di Palazzo dei Priori. Una mattinata intensa, costruita per accompagnare i ragazzi in un percorso di consapevolezza che intreccia storia, responsabilità e partecipazione civile.

Un racconto visivo che apre alla riflessione

L’incontro si è aperto con la proiezione del cortometraggio animato Un nome che non è il mio, realizzato da Brand-Cross con Rai Kids e Rai Com e proposto grazie alla collaborazione con Rai Umbria. L’opera, diretta da Dario Piana e ispirata al romanzo di Nicola Brunialti, utilizza una raffinata tecnica ad acquarello per restituire la vicenda di Irena Sendler, l’infermiera polacca che contribuì al salvataggio di circa tremila bambini dal ghetto di Varsavia.

Il film intreccia il passato del piccolo Janusz con il presente del giovane Marcus, creando un ponte emotivo che invita gli studenti a interrogarsi sul valore della dignità umana e sulla responsabilità individuale di fronte alle ingiustizie. L’assenza di parole nella prima parte della mattinata ha trasformato il silenzio in un luogo di ascolto profondo, favorendo un approccio immersivo e rispettoso al tema della memoria.

Gli studenti al centro del percorso educativo

L’iniziativa ha posto con decisione gli studenti al centro del processo formativo, non come destinatari passivi ma come protagonisti attivi di un cammino costruito sull’esperienza diretta. La scelta di valorizzare l’ascolto, la partecipazione e la riflessione personale ha dato forma a un contesto in cui i ragazzi hanno potuto confrontarsi con il passato per comprendere meglio il presente.

Nel corso della mattinata sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, insieme a esponenti del servizio pubblico radiotelevisivo, sottolineando il ruolo dell’istruzione come presidio fondamentale per riconoscere e contrastare i meccanismi che alimentano odio, indifferenza e violenza. È stato ribadito come i valori di umanità e solidarietà, alla base dei principi costituzionali, richiedano un impegno costante da parte di ogni generazione.

Le testimonianze e il valore della rete educativa

Un momento particolarmente significativo è stato dedicato agli interventi degli studenti, introdotti dalla dirigente dell’Itts “A. Volta”, Fabiana Cruciani. La dirigente ha richiamato l’esperienza della Rete nazionale delle scuole di pace, attiva da oltre trent’anni nella promozione dell’educazione ai diritti umani e oggi composta da più di settecento istituti.

È stato ricordato anche il sostegno del Comune all’adesione dell’istituto Volta al progetto nazionale Treno della Memoria, che ogni anno accompagna migliaia di studenti nei luoghi simbolo dell’Olocausto, trasformando il viaggio in un’esperienza formativa capace di incidere profondamente sulla coscienza civile dei partecipanti.

L’arte come linguaggio della memoria

Gli studenti del liceo artistico “Bernardino di Betto” hanno contribuito all’iniziativa con un allestimento di opere dedicate al tema della memoria, dimostrando come l’espressione artistica possa diventare un mezzo potente per raccontare, elaborare e trasmettere valori condivisi.

La giornata è stata arricchita da momenti musicali e letture curate dall’associazione “Atto secondo” e dall’esibizione dei Cellostar, ensemble di giovani violoncellisti diretti da Cecilia Berioli. Le performance hanno sottolineato il ruolo dei linguaggi artistici come strumenti capaci di avvicinare le nuove generazioni alla storia, trasformando la memoria in un’esperienza viva, emotiva e collettiva.

I video

 

 

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