Reti locali, scuole e progetti ambientali in Cisgiordania
Nonostante il perdurare del conflitto nella Striscia di Gaza e le sue ripercussioni estese anche in Cisgiordania, il progetto di cooperazione internazionale LAND continua le sue attività sul campo, avvicinandosi al completamento degli obiettivi stabiliti. In un contesto di forte instabilità e gravi conseguenze per le comunità palestinesi, il programma si distingue come una delle poche iniziative internazionali ancora operative nella regione, mantenendo viva una cooperazione dal basso.
Promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno, in collaborazione con l’Unione Terre dell’Olio e del Sagrantino, il Comune di Assisi, ANCI Umbria e FELCOS Umbria, il progetto LAND è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e si avvale del supporto tecnico di AURI e TSA. La sua attuazione procede attraverso il coinvolgimento diretto di 21 autorità locali palestinesi, suddivise in due reti territoriali costituite dopo una fase preliminare che ha previsto la redazione di Piani Ambientali Territoriali per le aree a sud di Nablus e a ovest di Ramallah.
LAND
In parallelo, LAND ha attivato 8 club ambientali all’interno di altrettanti istituti scolastici palestinesi, con una partecipazione che ha superato i 4.000 studenti. Tali attività hanno permesso di promuovere un’educazione alla sostenibilità ambientale anche in contesti fortemente compromessi dal conflitto, mantenendo un canale attivo di dialogo e coinvolgimento civico.
Numerose le iniziative in fase di realizzazione: tra queste, la riqualificazione di due aree verdi pubbliche nei comuni di Ni‘Ilin e Awara, entrambe danneggiate da recenti operazioni militari. A Beta, nel distretto meridionale di Nablus, è in corso la riattivazione di un impianto per il compostaggio dei rifiuti organici, mentre a Bet Liqia, ovest di Ramallah, è in costruzione un incubatore di impresa destinato a sostenere start-up nell’ambito dell’economia circolare.
Sempre in Cisgiordania, si avvia alla conclusione il programma di manutenzione straordinaria e rinnovo del verde pubblico in 17 consigli di villaggio, e si registra il finanziamento di 9 start-up locali impegnate nella gestione sostenibile delle risorse e nella valorizzazione dell’economia circolare.
LAND si conferma così come un modello concreto di cooperazione decentrata, capace di agire anche in scenari complessi e segnati da emergenze prolungate. Il progetto dimostra come, nonostante le interruzioni imposte dal conflitto, sia possibile preservare percorsi di sviluppo partecipato tra amministrazioni locali italiane e palestinesi, fondati su relazioni istituzionali strutturate e durature.
Il valore politico e simbolico del progetto verrà ulteriormente evidenziato a settembre, quando è in programma in Italia la missione istituzionale dell’APLA, l’Associazione Palestinese delle Autorità Locali, realtà omologa dell’ANCI italiana. L’iniziativa, rinviata nei giorni scorsi a causa dell’escalation tra Israele e Iran, vedrà la partecipazione di numerosi sindaci delle principali città palestinesi e rappresenterà un’occasione di confronto diretto tra amministratori locali dei due territori.
L’incontro permetterà di condividere i risultati raggiunti da LAND e di discutere il futuro della cooperazione decentrata in una regione che vive quotidianamente una situazione di crisi umanitaria e istituzionale. L’obiettivo rimane quello di rafforzare la rete tra territori impegnati nella promozione di una cultura della pace fondata sulla giustizia e sul reciproco riconoscimento.
In tale quadro, l’Umbria continua a rivestire un ruolo chiave. L’azione dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, capofila del progetto, insieme agli altri partner istituzionali umbri, conferma un approccio alla cooperazione che coniuga supporto tecnico, responsabilità politica e impegno civile. La collaborazione con le autorità locali palestinesi, oltre a fornire strumenti pratici per la gestione sostenibile del territorio, offre anche una piattaforma di relazione istituzionale solida, nonostante la drammatica realtà che segna il contesto palestinese.
Il progetto LAND, in questo senso, rappresenta non solo un veicolo per interventi ambientali e formativi, ma anche una presenza attiva e visibile in una regione dove gran parte dei progetti di cooperazione internazionale sono stati sospesi o interrotti. La sua prosecuzione testimonia la possibilità di mantenere un presidio di dialogo, operatività e scambio anche nel mezzo di crisi politiche e militari profonde.
Il coinvolgimento delle scuole, dei consigli di villaggio e delle autorità locali offre un modello replicabile di cooperazione multilivello, in grado di incidere positivamente sul tessuto sociale ed economico delle comunità beneficiarie. In particolare, l’attenzione rivolta all’ambiente e all’educazione alla sostenibilità fornisce strumenti concreti alle nuove generazioni palestinesi per affrontare le sfide future con maggiore consapevolezza e capacità di resilienza.
In conclusione, il progetto LAND si afferma come uno dei rari esempi di continuità operativa internazionale nella Cisgiordania attuale. Con azioni puntuali e risultati tangibili, prosegue nel suo percorso di sostegno alla società civile palestinese, contribuendo a mantenere aperti canali di cooperazione e a testimoniare una volontà politica forte da parte delle istituzioni italiane coinvolte. In un’area segnata dalla violenza e dall’assenza di prospettive, LAND si distingue per la sua capacità di generare fiducia, costruire legami e promuovere la speranza in una trasformazione possibile.
dal testo di Giacomo CHIODINI

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