Fondi non autosufficienza, illustrata relazione, emerse criticità

 
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Fondi non autosufficienza, illustrata relazione, emerse criticità

Nella seduta di ieri del Comitato per il controllo e la valutazione è stata illustrata la relazione sull’attuazione degli interventi nell’ambito del Fondo per la non autosufficienza (anni 2017 e 2018), in adempimento alla clausola valutativa della legge ‘11/2015’ (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali). Sono emerse criticità rispetto alla “mancanza di strutture intermedie in alcuni territori; all’incertezza di risorse del Fondo nazionale; all’aumento del numero delle persone disabili. Dai dati del 2018 emerge che la spesa per gli anziani risulta preponderante”.

“Criticità rispetto alla mancanza di strutture intermedie in alcuni territori; all’incertezza di risorse del Fondo nazionale; all’aumento del numero delle persone disabili. Dai dati del 2018 emerge che la spesa per gli anziani risulta preponderante”.

È quanto emerso al Comitato per il controllo e la valutazione, presieduto da Thomas De Luca, nella relazione sull’attuazione degli interventi nell’ambito del Fondo per la non autosufficienza (anni 2017 e 2018), in adempimento alla clausola valutativa della legge ‘11/2015’ (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali).

thomas de luca

L’andamento demografico – come si evince dalla relazione – incide sulle politiche di programmazione per la non autosufficienza relativamente agli anziani, adulti e minori. In Umbria, negli ultimi anni, si è verificato un aumento dei soggetti appartenenti alle fasce più anziane della popolazione. Dal 2017, in Umbria, vive una persona anziana su quattro.

In Umbria, le strutture semi residenziali per anziani sono 16 per un totale di 212 posti: 11 nella Asl 1 (118 posti) e 5 nella Asl 2 (94 posti). Le strutture semi residenziali per adulti e minori sono 15 per un totale di 249 posti: 9 strutture nella Asl 1 (147 posti) e 6 nella Asl 2 (102 posti). La relazione della Giunta regionale segnala criticità sulle liste di attesa dovute alle modalità e ai tempi con cui vengono erogate le risorse del Fondo nazionale rispetto agli interventi previsti dalla programmazione regionale.

Le strutture residenziali per anziani censite in Umbria sono 59, per un totale di 2.184 posti; 27 strutture sono nella Asl 1 (985 posti) e 32 nella Asl 2 (1.199 posti). Quelle per adulti e minori sono 11, per un totale di 135 posti; 2 strutture sono nella Asl 1 (38 posti) e 9 nella Asl 2 (97 posti). Nella relazione della Giunta vengono segnalate alcune criticità rispetto alla mancanza di strutture intermedie (semi residenziali) in alcuni territori; incertezza di risorse del Fondo nazionale; aumento del numero delle persone disabili. In una analisi dei dati del 2018 emerge che la spesa per gli anziani risulta preponderante.

Tra altre criticità emerge che risulta insufficiente o del tutto mancante la compartecipazione finanziaria dei territori. Questo porta ad uno sbilanciamento, su quei territori, derivante da un apporto maggiore di risorse sanitarie per mantenere i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e non chiudere servizi essenziali alla collettività. Nella relazione, infine, viene sottolineata la necessità, anche in termini di equità e sostenibilità economica, di rivedere alcuni criteri sulla ‘assistenza indiretta’. Il presidente del Comitato, De Luca, a margine della riunione, ha evidenziato di aver “rilevato alcune discrepanze, in particolar modo sui centri diurni, tra quelli pubblicati nel sito delle Asl e quelli emersi dalla relazione. Anomalie – ha aggiunto – sono emerse anche rispetto al numero degli utenti. Per questo provvederemo ad ulteriori approfondimenti, non escludendo la programmazione di alcune audizioni con i soggetti preposti”.

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