Fase 2, Tamburi Psc, non abbiamo derogato dal nostro dovere

 
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Fase 2, Giampiero Tamburi Psc, non abbiamo derogato dal nostro dovere

Fase 2, Giampiero Tamburi Psc, non abbiamo derogato dal nostro dovere

Non possiamo essere smentiti da nessuno: noi cittadini, in questi momenti di una concreta necessità per la sopravvivenza, perché si parla veramente di vita o di morte per molta gente, non abbiamo derogato dal nostro dovere di comportarci in modo corretto per contenere, fino a che è stato possibile nelle nostre competenze di farlo, il diffondersi del contagio.

Questo ha portato i suoi frutti; tanto è vero che, domani 4 Maggio, ci aspetta l’inizio di un altro periodo che sicuramente, comporterà ugualmente un altro periodo di sacrifici i quali ugualmente saremo capaci e volenterosi di fare.

Però ci domandiamo, al di là delle inutili polemiche e prese di posizioni divergenti dei vari partiti che compongono il nostro Parlamento che a dirla senza peli nella lingua, avrebbero fatto meglio ad essere, almeno su questo, coesi su posizioni concordate, se non tanto per rispetto a quei soggetti che ci hanno lascito la vita, cosa fa la politica che ci governa per mettere in pratica quello che hanno stabilito in teoria?

Nelle vari riunioni che il Governo ha avuto con le Regioni, il linea di massima, hanno stabilito questi vari parametri di monitoraggio della fase 2:

  • 1) l’indice di Rt (contagio) deve comunque rimanere sotto 1%
  • 2) si dovrebbe avere la rapida capacità di effettuare dei test di eventuali infezioni sui singoli.
  • 3) ogni Regione dovrebbe, effettivamente, avere a disposizione utilizzandolo solo per questa emergenza un personale specializzato in numero adeguato.
  • 4) non superare il numero di pazienti in terapia intensiva sopra il 30%.
  • 5) la capacità nel tempo di avere e mantenere zero focolai nei propri territori.

Ora, viste queste necessità inderogabili in tutto il Paese sarà possibile, pena un’altra ondata epidemiologica, mantenere questi limiti?

E nello specifico e in modo pratico le varie realtà regionali avranno un sistema di monitoraggio adeguato e funzionante, ovvero saranno capaci di metterlo in piedi, per fornire dei veri dati indicatori dell’andamento della loro situazione?

Avere un sistema adeguato di monitoraggio per fornire dati attendibili significa:

  • – raccordarsi tempestivamente con l’assistenza primaria (medici di famiglia).
  • – che i vari Comuni della Regione in questione dovranno costantemente essere in grado di effettuare indagini epidemiologiche del proprio territorio.
  • – avere la possibilità di praticare i test ed i tamponi ad un numero più alto possibile di cittadini (l’ottimo sarebbe al 100% della popolazione) per avere la reale situazione degli infettati.
  • – mettere in quarantena chi risultasse tale il più tempestivamente possibile evitando che avvengano ulteriori contagi.
  • – avere la reale possibilità di tracciamento dei vari contatti che ogni cittadino ha durante la giornata, naturalmente dandogli l’assoluta garanzia della propria riservatezza.

Queste sono in linea di massima le obbligatorietà a cui i vari Sindaci e le Regioni si devono attenere se vogliamo veramente superare anche la seconda fase.

Imporre la mascherina e i guanti nei luoghi chiusi, permettere l’asporto di cibo dai ristoranti, riaprire i parchi pubblici limitando quasi tutto ciò che la gente può fare o quant’altro disposto, non basta assolutamente.

Ritorniamo pure al lavoro per dare fiato alla nostra economia e quindi al nostro benessere sia materiale che psicologico: questo è fuori discussione che si debba fare ma, per piacere, fatecelo fare in assoluta sicurezza!

Giampiero Tamburi

 

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