Crisi demografica e integrazione tra territori, il punto di Giancarlo

La dimensione amministrativa comunale è troppo piccola

Crisi demografica e integrazione tra territori, il punto di Giancarlo
Giancarlo Lunghi

Crisi demografica e integrazione tra territori, il punto di Giancarlo

Crisi demografica e integrazione – In Italia nascono sempre meno bambini e siamo passati dai 578 mila nati nel 2008 ai 393 mila del 2022 e se non si inverte la tendenzanel 2050potremmo avere 5 milioni di abitanti in meno.

| di Giancarlo Lunghi

Infantile nascite potrebbero scendere fino a 300 mila all’anno, molto lontane dall’obbiettivo di almeno 500 mila nascite per un normale equilibrio demografico e il crollo delle nascite deve essere fermato per garantire un futuro di sviluppo sostenibile soprattutto ai più giovani.

Oltre al calo delle nascite, sono notevolmente aumentati i decessi che nel 2022 hanno raggiunto il numero di 713 mila con un saldo naturale negativo tra nascite e decessi di circa 321 mila persone, determinati dall’invecchiamento della popolazione e dal COVID.

In Umbria il calo demografico preoccupa poiché rispetto ad una popolazione residente a fine 2017 di 892 mila, nel 2022 siamo scesi a 860 mila con un ulteriore calo in un anno di circa 6 mila persone. Di questi 92 mila sono stranieri pari al 10,7% del totale dei residenti e in maggioranza Rumeni e Albanesi. Nel 2070 continuando questo trend saremo appena 660 mila abitanti con una diminuzione del23% e con le aree interne in particolare dell’Appennino umbro-marchigiano spopolate e con minori servizi ed attività economiche.

Dal 2016 a inizio 2023 in Umbria la popolazione è diminuita in quasi tutti i comuni compresi Perugia e in misura più forte Terni.Ma la differenza è più evidente nei piccoli comuni che negli ultimi sette anni hanno perso l’8% degli abitanti mostrando una forte tendenza allo spopolamento.Di conseguenza questa propensione dovuta alle dinamiche negative dei tassi di natalità porta con sé anche un invecchiamento della popolazione residente come conseguenza dell’aumento della longevità, non ancora bilanciati dai saldi positivi dei movimenti migratori che sono in aumento anche a causa della crisi bellica in Ucraina, della crisi economica che investe la Tunisia e della siccità presente da tempo negli Stati del Centro Africa.

Quindi invecchiamento della popolazione.  aumento dei decessi, drastico calo delle nascite, emigrazione verso il nostro paese, questi sono i problemi da affrontare con determinazione. L’Italia deve porsi alcuni obbiettivi chiave e impegnarsi a realizzarli quali l’aumento delle nascite portandolo da 1,25 a circa 2 figli a coppia, il dimezzamento del tasso dei NEET, cioè i giovani che non studiano e non lavorano e la riduzione del divario tra occupazione maschile e femminile, uno dei più alti in Europa.

Anche nelle realtà minori della nostra Umbria lo scenario che si ipotizza per i prossimi anni è quello dell’abbandono di alcuni territori ma occorre invertire questatendenza in atto.

Dato che i nostri comuni più piccoli comunque riescono a conservare realtà industriali preesistenti e attività agricole consolidate, queste aree possono però ambire a diventare territori in grado di accogliere una variegata popolazioneattratta per turismo, per tempo libero e tranquillità di vita associativa e culturale.

La dimensione amministrativa comunale è troppo piccola e frammentata e impedisce economie di scala e le ipotesi di trasformazione necessitano di investimenti pubblici e privati e di una visione condivisa con le comunità locali.

La strada da percorrere è quella delle Unioni tra i Comuni per la gestione insieme di funzioni e servizi, non limitando il discorso ai piccoli ma facendo aggregazioni con i comuni più grandi, anche per evitare la desertificazione delle aree rurali che invece sono una risorsa da salvaguardare, superando i campanilismi.

Attualmente i centri urbani sono luoghi di agglomerazione e valorizzazione della conoscenza e della innovazione e vanno integrati con i piccoli comunimediante un importante sostegno economico e finanziario da parte della nostra Regione per agevolare il processo di integrazione.

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