Centro antiviolenza, Comune Perugia latitante, struttura deve funzionare al meglio
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Sarah Bistocchi – Non c’è una sola buona ragione per essere arrivati dove siamo arrivati. Per costringere il centro antiviolenza Catia Doriana Bellini a ridurre i suoi servizi essenziali, quasi fino alla chiusura.
L’Assessore Cicchi chieda scusa e si metta al lavoro per risolvere il problema, anziché trincerarsi dietro a risposte burocratiche e stizzite. Perché mentre lei si stizzisce, le donne bisognose di aiuto e riparo, rimangono senza. Il mio intervento a Palazzo dei Priori sulla mozione urgente presentata dai gruppi di opposizione per scongiurare appunto la chiusura del centro antiviolenza.
Ne abbiamo parlato insieme a Liberamente Donna ETS, UDI Perugia – Unione Donne in Italia, Ru2020 – Rete Umbra per l’Autodeterminazione.
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Centro antiviolenza – “Continua il comportamento indecente del Comune di Perugia che, invece di erogare regolarmente i fondi per consentire il funzionamento del Centro antiviolenza “Catia Doriana Bellini” continua a commettere colpevoli ritardi, per poi nascondersi dietro l’astensione in consiglio comunale di fronte ad una mozione delle minoranze”. Così il consigliere regionale Tommaso Bori (Pd) e il capogruppo M5S Thomas De Luca, “stigmatizzando il comportamento pilatesco del centrodestra del Comune di Perugia, di fronte al documento siglato da M5S, Partito democratico, Idee persone Perugia e Italia viva”.
“Continuiamo a non afferrare se si tratti di cultura retrograda o semplicemente di sciatteria – spiegano Bori e De Luca – fatto sta che il Comune di Perugia, con il ritardo nello stanziamento dei fondi per il Cav, non sta permettendo alle operatrici di offrire un servizio fondamentale, soprattutto dopo gli anni di pandemia che non hanno fatto altro che acuire disagi e situazioni di criticità”.
Durante le commissioni in cui si è discusso del tema
“L’atteggiamento dell’assessore Cicchi – continuano Bori e De Luca – durante le commissioni in cui si è discusso del tema, è stato particolarmente arrogante, arrivando addirittura a parlare di strumentalizzazioni piuttosto che chiedere umilmente scusa. L’approvazione della mozione della minoranza, con l’astensione del centrodestra, è un pannicello caldo di fronte ad un atteggiamento arrogante e sfrontato, senza il rispetto delle tante vittime di violenza”.

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