Campagna vaccinale, l’allarme del segretario generale Cisal Umbria

 
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Campagna vaccinale, l’allarme del segretario generale Cisal Umbria

“Quando lo slogan: ‘Tuteliamo gli anziani’ rimane tale solo sulla carta e le persone considerate più a rischio, in caso di infezione da Covid-19, hanno a che fare con una burocrazia miope”. Ad alzare la voce, sulla gestione della campagna vaccinale che riguarda gli anziani, è il segretario generale regionale della Cisal Umbria, Vincenzo Filice. “Sono tante le segnalazioni che ci sono pervenute da più parti – spiega Filice – perché, come sempre, la burocrazia rende tutto più difficile, anche in piena emergenza sanitaria e quando si tratta di tutelare un diritto sacrosanto, quale quello alla salute e di potersi vaccinare contro questo virus subdolo”.

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“Nonostante l’ordinanza del Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo – sottolinea il segretario Vincenzo Filice – che prevede che ciascuna regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo di residenti, ma anche di coloro domiciliati nel territorio regionale ‘per motivi di lavoro, assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella regione o provincia autonoma’, molti anziani non riescono a vaccinarsi”.

“Siamo di fronte all’ennesimo caso di come la burocrazia in Italia sia solo un ostacolo – chiosa Filice –, nonostante la politica ad ogni livello sottolinei il proprio impegno nella sburocratizzazione che in realtà non c’è. Nonostante ci siano chiare ordinanze emesse a livello nazionale a cui le Regioni non si adeguano. Il problema si è presentato soprattutto per la fascia di età 70-79 anni, che qui in Umbria viene chiamata direttamente dai medici di famiglia. Nonostante si possano fare le prenotazioni nelle farmacie, per i non assistiti, scritto nero su bianco anche sul sito dell’Usl Umbria, tutto rimane nel vuoto”.

“C’è chi segnala che chiamando il numero verde dedicato non riesce ad avere le risposte adeguate – prosegue ancora la nota stampa del segretario della Cisal Umbria –, così come anche tramite mail. Addirittura c’è chi ha avuto conferma dal proprio medico sulla possibilità di vaccinarsi dove si è domiciliati, ma che non sono informati sull’esistenza o meno di una richiesta da fare. In farmacia, effettivamente, hanno avuto qualche problema anche con le prenotazioni per i fragili non assistiti, ma poi con una richiesta del proprio medico sono riusciti a prenotare”.

“Gli anziani dovrebbero essere tutelati – conclude Vincenzo Filice –, non devono correre il rischio di contagiarsi in un viaggio che li riporti nelle regioni di residenza per farsi sottoporre al vaccino, non dovrebbero incontrare problemi legati a questioni burocratiche che non fanno altro che gettarli nello sconforto più totale e in un mare di confusione. Auspico che la Regione Umbria, tramite l’assessorato alla tutela e promozione alla sanità e con la collaborazione del Commissario regionale per l’emergenza Covid-19 Massimo D’Angelo, al più presto dia dei segnali positivi e indichi le relative procedure, più snelle possibili, affinché i nostri anziani si possano vaccinare in tutta serenità anche se non residenti”.

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