Assegnazione spazi a Fontivegge: esplode il caso, polemiche sulla giunta
Assegnazione immobili Fontivegge – La Giunta comunale di Perugia, con la delibera numero 344 del 6 agosto 2025, ha assegnato cinque immobili di sua proprietà in comodato d’uso gratuito ad associazioni ed enti del Terzo Settore. L’obiettivo dichiarato è quello di rivitalizzare e riqualificare l’area di Fontivegge e Bellocchio, creando nuovi spazi di socialità. La decisione, tuttavia, ha sollevato un’accesa polemica da parte dell’associazione “Dammi solo un minuto”, che sostiene di essere stata ingiustamente esclusa.
L’iniziativa del Comune, scrive Carmine Camicia, risale a una precedente delibera (la numero 395 del 20 novembre 2024), con la quale si intendeva dare un nuovo impulso al quartiere, mettendo a disposizione degli enti del Terzo Settore alcuni immobili privati, acquisiti in comodato d’uso. In seguito a un avviso pubblico del 24 dicembre 2024, le domande di assegnazione sono pervenute entro il 28 febbraio 2025. Tra le dodici associazioni che hanno presentato le proprie proposte c’era anche “Dammi solo un minuto”, che aveva avanzato la propria candidatura per gli immobili contrassegnati con le lettere D ed E.
Secondo quanto riportato dalla Giunta – c’è scritto nel comunicato di Camine Camicia – le scelte sono state fatte in base a “caratteristiche, capacità organizzative, ambiti e programmi di attività” che rendessero le associazioni prescelte “effettivo presidio della zona”. Tuttavia, il presidente dell’associazione esclusa, Carmine Camicia, ha espresso il proprio sdegno per la decisione, ritenendo che la sua proposta non sia stata adeguatamente valutata. “Abbiamo proposto una serie di iniziative totalmente gratuite per i residenti – ha spiegato Camicia – come la formazione al primo soccorso, corsi BLSD, incontri per insegnare le manovre salvavita e progetti per rendere i condomini ‘cardioprotetti'”.
L’associazione contesta il fatto che, dopo soli otto mesi, la Giunta abbia deciso di escludere la loro proposta a favore di altre associazioni che, “per puro caso, già avevano una sede nel quartiere“. La polemica si accende proprio su questo punto, con l’accusa implicita che la decisione sia stata basata su criteri non meritocratici, ma su una preferenza per chi era già presente sul territorio. “Pur rispettando la decisione politica – ha aggiunto Camicia – si ritiene che forse i progetti non siano stati letti completamente. Incredibile ma vero“.
L’assegnazione definitiva, come si evince dalla delibera, ha visto la Casa degli artisti aggiudicarsi l’immobile A, l’associazione Caduceo gli spazi B e l’associazione ADIC Umbria il locale C. L’immobile D è stato assegnato congiuntamente all’associazione Piede diabetico e all’US ACLI, mentre l’Unione Nazionale Consumatori si è vista assegnare il locale E. L’assegnazione è stata giustificata per la coerenza dei progetti con gli obiettivi di rivitalizzazione e riqualificazione dell’area.
La polemica sollevata da “Dammi solo un minuto” si basa sulla convinzione che la Giunta abbia preferito la continuità con associazioni già operative, a discapito di nuove proposte, anche se queste offrivano servizi gratuiti di grande utilità sociale. La vicenda lascia l’amaro in bocca a chi, come l’associazione “Dammi solo un minuto”, aveva investito tempo e risorse nella preparazione di un progetto che riteneva di grande valore per la comunità locale.
La questione solleva anche interrogativi più ampi sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla corretta valutazione delle proposte presentate dagli enti del Terzo Settore. In un momento in cui la collaborazione tra pubblico e privato è sempre più fondamentale per la risoluzione dei problemi sociali, episodi come questo rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di scoraggiare l’impegno di quelle associazioni che, con grande spirito di volontariato, cercano di contribuire al benessere della collettività.

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