Viminale avvia tavolo per election day con tre regioni Liguria, Emilia Romagna e Umbria
Il Viminale ha annunciato che a settembre inizierà le consultazioni con le tre regioni al voto – Liguria, Emilia Romagna e Umbria – per cercare di stabilire una data unica per le elezioni.
La Liguria, secondo il proprio statuto, non può andare oltre la fine di ottobre per le elezioni. L’Emilia Romagna ha già fissato le date per il 17 e 18 novembre, e questa potrebbe essere anche la scelta dell’Umbria in caso di un election day ridotto. Tuttavia – scrive il Corriere dell’Umbria di oggi – , la governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, preferirebbe posticipare le elezioni al 1-2 dicembre. In questo periodo, spera di ottenere risultati positivi nel piano di riduzione delle liste d’attesa e di raggiungere un accordo con i sindacati e le rappresentanze dei medici per le prestazioni nei weekend e fuori orario.
Alcuni hanno ipotizzato che con un decreto si potrebbe posticipare tutto alla primavera del 2025, ma fonti accreditate ritengono che ciò non sia plausibile. Se si convergesse sulla metà di novembre con l’Emilia Romagna, il Viminale ha fatto sapere che ci dovrà comunque essere l’ok delle singole regioni.
Un percorso ancora tutto da costruire che dovrà portare non più tardi degli inizi di settembre a una legge da approvare in tempi rapidi. Anche perché se si vota due mesi dopo, ci deve essere il tempo di comporre e definire le liste, che vanno depositate 30 giorni prima dell’apertura delle urne.
Al momento, per Tesei si ipotizzano le liste della triade politica, FdI, FI e Lega, più una maxi civica della presidente (con dentro Umbria civica, Civitas, amministratori di centrodestra, ecc.) e Noi moderati, nonostante su quest’ultima formazione siano state poste resistenze da FI.
Per Stefania Proietti, lo schema prevede un campo largo modello Ferdinandi: Pd, M5s, Avs, terzo polo. Più Socialisti che potrebbero presentare una lista autonoma. E ancora: civici della presidente (Umbria dei territori è stato il progetto creato e mai varato nel 2019) e altre formazioni che potrebbero unirsi. Da una lista sulla sanità a quella di Pace terra dignità.

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