Il colpo alle poste di Bosco allarma la provincia di Perugia
Assalto al bancomat – Un boato fortissimo ha lacerato il silenzio profondo della notte tra mercoledì e giovedì nel cuore della frazione di Bosco, a pochi chilometri da Perugia. Erano circa le due quando i residenti sono stati scaraventati fuori dal sonno da una deflagrazione violenta che ha investito l’ufficio postale locale. Subito dopo lo scoppio, il rumore stridente degli pneumatici ha confermato la fuga rapida di un commando organizzato. Si tratta del terzo episodio criminale di questo genere registrato in appena sessanta giorni nel territorio perugino, un dato che solleva pesanti interrogativi sulla sicurezza dei presidi finanziari periferici.
La tecnica della marmotta distrugge lo sportello
I rilievi iniziali condotti dalle autorità confermano l’utilizzo della cosiddetta tecnica della marmotta. I malviventi hanno inserito un congegno metallico carico di materiale esplodente all’interno della fessura dello sportello automatico. La potenza della detonazione ha sventrato la struttura corazzata, permettendo al gruppo di accedere rapidamente al vano contenente il denaro contante. Sul selciato sono state rinvenute soltanto alcune banconote di piccolo taglio, segno di una razzia eseguita con estrema velocità e precisione millimetrica. Il bottino complessivo resta ancora in fase di quantificazione da parte dei responsabili delle Poste Italiane, ma si ipotizza una cifra ingente.
Fuga rapida verso lo svincolo della E45
Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte sul posto, il commando era composto da almeno due o tre individui. I soggetti agivano a volto coperto e indossavano abiti scuri per confondersi nell’oscurità. Dopo aver caricato i sacchi con il denaro su un’utilitaria bianca, presumibilmente provento di furto, i criminali si sono dileguati a tutta velocità. Testimoni oculari hanno riferito che il veicolo ha imboccato quasi immediatamente lo svincolo della E45 in direzione sud. La vicinanza della filiale alle grandi arterie di comunicazione stradale ha garantito ai fuggitivi una via di scampo immediata, complicando le operazioni di intercettazione nelle fasi successive al colpo.
Indagini serrate della Squadra Mobile di Perugia
Gli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile della Questura di Perugia, scrive Walter Rondoni su il Messaggero, sono intervenuti tempestivamente per mettere in sicurezza l’area e avviare le procedure investigative. Gli specialisti della Scientifica hanno lavorato fino alle prime luci dell’alba per repertare tracce biologiche o residui dell’esplosivo utilizzato. L’attenzione degli inquirenti è ora focalizzata sull’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona. Si cerca di individuare dettagli utili a identificare la targa del mezzo o elementi somatici dei componenti della banda che possano ricondurre a pregiudicati già noti per reati analoghi.
Possibile regia unica dietro la scia di colpi
La magistratura e le forze dell’ordine stanno valutando con estrema attenzione i collegamenti con i precedenti assalti avvenuti a Strozzacapponi e Santa Maria degli Angeli. La somiglianza nelle modalità esecutive e la scelta sistematica degli obiettivi suggeriscono l’esistenza di una batteria di professionisti specializzati. Gli inquirenti non escludono che si tratti di un gruppo proveniente da fuori regione, arrivato in Umbria con una logistica accurata per colpire e sparire nel giro di pochi minuti. Il coordinamento tra le diverse questure del centro Italia è già attivo per incrociare i dati e bloccare questa pericolosa escalation di violenza predatoria.

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