Servizio assente e cittadini anziani costretti a lunghi viaggi
Cittadini e pazienti del territorio orvietano continuano a fare i conti con l’assenza di un reparto stabile di Urologia nell’Ospedale Santa Maria della Stella. Una situazione che, come si legge nel comunicato stampa firmato da PrometeOrvieto, ripropone ancora una volta le contraddizioni fra le scelte della Regione Umbria e quelle della direzione generale della Usl Umbria 2.
La Regione è recentemente intervenuta nel dibattito, assicurando che il servizio di fatto non verrà interrotto e richiamando la precedente impostazione, basata su una collaborazione con l’ospedale di Foligno. Tuttavia, la novità principale consiste in un bando per l’assunzione di un urologo a tempo determinato destinato a Orvieto, ipotesi resa nota anche tramite i canali social istituzionali.
Secondo PrometeOrvieto, però, questa procedura appare come la ripetizione di un copione già visto: bandi analoghi in passato non hanno portato risultati concreti, rimanendo sostanzialmente deserti. L’associazione sottolinea che senza un vero progetto di reparto strutturato, difficilmente un professionista accetterà di lavorare a Orvieto quando può scegliere ospedali dotati di reparti completi e funzionanti.
Il comunicato evidenzia inoltre come la mancanza di coordinamento fra Regione e Usl alimenti incertezza. Se l’Ospedale di Orvieto ha la classificazione di D.E.A. di primo livello, ribadiscono, non si può prescindere dalla presenza di un reparto urologico.
PrometeOrvieto richiama l’attenzione sul fatto che i cittadini dell’area, in larga parte anziani e spesso affetti da patologie croniche, non possono essere costretti a spostarsi fino a Foligno. A maggior ragione perché non esistono collegamenti pubblici diretti, salvo che non si pensi a un sistema di navette dedicate ai pazienti.
Il comunicato stampa denuncia come, anche nella nuova gestione regionale, il rischio sia quello di limitarsi a iniziative che hanno il solo scopo di tamponare le proteste, senza generare reali opportunità di crescita per l’ospedale orvietano. «Se i bandi vengono indetti soltanto per sedare le polemiche – osserva PrometeOrvieto – inevitabilmente rimarranno privi di candidati».
La popolazione chiede quindi con forza che venga chiarito quale sia la strategia sanitaria complessiva per il territorio. Il Direttore generale della Asl è chiamato a spiegare perché l’ennesimo bando dovrebbe produrre un risultato diverso dal passato e, soprattutto, quali siano le intenzioni sul futuro del presidio ospedaliero.
Secondo l’associazione, proseguire con promesse non seguite da azioni concrete rischia di minare la fiducia dei cittadini e di ridurre ulteriormente l’attrattività dell’ospedale per i professionisti. «Non è questo – ribadisce PrometeOrvieto – il modo per costruire un modello sanitario credibile».
Il messaggio è chiaro: basta soluzioni temporanee e compromessi di corto respiro. Per garantire servizi adeguati alla comunità occorre pianificare e investire, offrendo non solo bandi ma posti di lavoro stabili e reparti funzionanti. È tempo che Regione e Usl affrontino la realtà con serietà e prendano decisioni capaci di rispondere ai bisogni concreti del territorio.
In conclusione, PrometeOrvieto richiama le istituzioni a «guardare in faccia la realtà», ricordando che l’Orvietano è un comprensorio con esigenze sanitarie urgenti, legate anche a una popolazione fragile. Il comunicato stampa si chiude con un appello: basta rinvii, la cittadinanza chiede fatti concreti.

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