Intossicazione da funghi: due famiglie ricoverate in ospedale

Dieci persone, tra cui un minore, sono state ricoverate dopo aver consumato funghi raccolti nei boschi

Intossicazione da funghi: due famiglie ricoverate in ospedale

Intossicazione da funghi: due famiglie ricoverate in ospedale

Intossicazione da funghi  – Dieci persone, tra cui un minore, sono state ricoverate in ospedale dopo aver consumato funghi raccolti nei boschi. Questo incidente ha coinvolto due famiglie che, nel giro di 48 ore, sono state ricoverate al Pronto Soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia.

La prima famiglia, composta da madre, padre e figlio minorenne, insieme ad altri due familiari, è arrivata al pronto soccorso nella notte tra giovedì e venerdì. Tutti, come riporta oggi il Corriere dell’Umbria a firma di Francesca Marruco, sono stati sottoposti a lavanda gastrica e trattati dall’equipe del Pronto Soccorso, che ha operato in contatto continuo con il centro antiveleni di Pavia. Gli adulti, dopo essere stati trattenuti per qualche ora nel reparto di osservazione breve, sono stati dimessi, mentre il minore è stato ricoverato in pediatria.

Pochissime ore dopo, altre persone con sintomi simili sono arrivate al pronto soccorso. Fortunatamente, nessuno di loro ha riportato danni seri. L’insorgenza rapida dei sintomi (entro le sei ore dal pasto) è collegata alle tipologie meno gravi di intossicazioni. Tuttavia, sintomi che insorgono in momenti successivi possono essere molto più insidiosi, poiché possono compromettere la funzionalità epatica e renale, portando in alcuni casi a trapianto o dialisi.

Il dottor Paolo Groff, primario del Pronto Soccorso, ha spiegato che non bisogna sottovalutare nemmeno i sintomi neurologici, come convulsioni, disturbi della vista e contrazioni muscolari. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di evitare funghi non commestibili e di conservarli correttamente. Ad esempio, un porcino che è stato a contatto con un fungo poi scartato potrebbe comunque veicolare tossine.

Per evitare incidenti simili in futuro, è consigliabile rivolgersi alla Asl: nelle due Usl dell’Umbria ci sono uffici dedicati che controllano i funghi e ne certificano la commestibilità. Questo servizio è gratuito ed è a disposizione di privati e aziende. Molti degli esperti micologi sono anche reperibili al telefono cellulare, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui la raccolta dei funghi nelle campagne umbre è una delle pratiche più diffuse.

Gli esperti ritengono utile avere un patentino e hanno stilato un decalogo con alcune regole da seguire durante la raccolta dei funghi.

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