Luci e ombre nella sanità orvietana in cerca di riscatto

Sanità e accoglienza professionale nel rilancio di Orvieto

Attese conferme ma poche certezze sul futuro dei servizi

Una timida speranza di rilancio si affaccia sul panorama della sanità orvietana, da tempo al centro di criticità strutturali e organizzative. Dopo le ripetute sollecitazioni di PrometeOrvieto, la Regione Umbria e la Commissione consiliare sanità hanno ascoltato le istanze del territorio, convocando un’audizione con il direttore generale della Usl Umbria 2, dottor Massimo Noto, per fare chiarezza su prospettive e strategie di intervento.

Durante l’incontro è stata ribadita la volontà di mantenere e potenziare i servizi sanitari locali, ma dal confronto è emerso un quadro economico ancora fragile, con conti in forte sofferenza e difficoltà gestionali che gravano sull’intera rete ospedaliera. Lo stesso Noto ha ammesso una situazione di bilancio in rosso, aggravata da una rete di presidi spesso poco coerente con le reali necessità dei cittadini, costruita in passato secondo logiche localistiche e partitiche.

L’analisi condotta da PrometeOrvieto mette in evidenza come il territorio paghi oggi il prezzo di una medicina territoriale debole e di un’espansione del privato che, in assenza di un coordinamento pubblico efficace, occupa spazi sempre più ampi.

L’ospedale di Orvieto, in particolare, rappresenta un caso emblematico di crisi di attrattività: calo del fatturato, perdita di prestazioni a favore di strutture private, aumento della mobilità passiva e scomparsa quasi totale di quella attiva. Anche la gestione del patrimonio immobiliare sanitario appare disomogenea, priva di una linea strategica per la valorizzazione delle strutture e dei servizi.

Sul fronte del personale, il direttore ha annunciato nuove assunzioni mirate a coprire i vuoti più urgenti, ma la sensazione diffusa è che si tratti di interventi tampone, incapaci di colmare un vuoto di visione di lungo periodo. Mancano, secondo PrometeOrvieto, obiettivi chiari su quali reparti potenziare, su come integrare ospedale e territorio e quali tecnologie introdurre per rendere i servizi realmente efficienti.

Un segnale di apertura arriva dal capitolo urologia. Dopo mesi di richieste e pressioni civiche, è stata accolta la proposta di creare una struttura stabile dedicata, con tre dirigenti medico-chirurgici previsti entro i primi mesi del 2026. Si tratta per ora di un impegno annunciato, ma il territorio attende di verificare che alle parole seguano i fatti.

Per quanto riguarda l’ospedale di Orvieto, la Usl ha garantito il completamento dei lavori strutturali in corso e l’arrivo dei primari di cardiologia e ortopedia, due figure chiave per la piena operatività dei reparti. Tuttavia, resta ancora da definire il posizionamento strategico del presidio, considerato cruciale per la Usl in quanto situato in un’area di confine e potenzialmente baricentrica nel sistema sanitario regionale.

Secondo PrometeOrvieto, per attrarre professionisti qualificati non basta un contratto stabile: servono percorsi di crescita, tecnologie aggiornate, formazione continua e una visione organizzativa che renda la sede orvietana una scelta appetibile per medici e infermieri.

Le dotazioni tecnologiche, come la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata, risultano insufficienti a coprire il fabbisogno dell’utenza locale. Questo ha spinto il settore privato a programmare nuovi investimenti, intercettando la domanda inevasa di prestazioni. La domanda resta aperta: perché le apparecchiature pubbliche, pur presenti, non riescono a lavorare a pieno regime? Un interrogativo che si estende anche agli ambulatori diagnostici, un tempo affollati e oggi spesso semi-deserti.

Il sospetto, avanzato da più parti, è che si sia creato un vuoto organizzativo che ha favorito la crescita dei privati, i quali oggi erogano una quota consistente di servizi diagnostici e terapeutici, con ricadute evidenti sui bilanci della sanità pubblica.

Sul fronte della medicina territoriale, sono stati confermati i tempi di realizzazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità, due pilastri del nuovo modello di assistenza diffusa. Tuttavia, secondo PrometeOrvieto, sarebbe stato più opportuno progettare prima una rete efficiente di servizi e solo dopo intervenire sulle strutture.

Positiva, in ogni caso, la valutazione sul lavoro svolto dalla direttrice del Distretto, riconosciuta per l’impegno e l’attenzione a specifiche problematiche organizzative. Ciò nonostante, resta irrisolta la questione di fondo: quale modello di sanità territoriale si intende costruire?

Serve una pianificazione complessiva che definisca ruoli, funzioni e percorsi di accesso. PrometeOrvieto richiama l’urgenza di avviare la realizzazione del Punto Unico di Accesso (PUA), previsto dalla riforma della medicina territoriale, che inverte la prospettiva tradizionale: non più il cittadino costretto a inseguire uffici e specialisti, ma un’équipe integrata che costruisce insieme a lui il percorso più adeguato, sanitario e sociale.

Nelle considerazioni conclusive, l’associazione civica sottolinea l’importanza di trasformare le promesse in risultati concreti. L’attenzione dimostrata dalle istituzioni è un passo avanti, ma senza una strategia trasparente e verificabile ogni impegno rischia di restare una dichiarazione d’intenti.

La sanità orvietana necessita di un piano coerente e di un dialogo costante con il territorio, fondato su dati certi e misurabili. La disponibilità di tali informazioni, osserva PrometeOrvieto, è condizione essenziale per valutare i reali livelli di servizio e orientare le scelte future.

Da parte dell’associazione resta la piena disponibilità al confronto: già da mesi è stata richiesta una riunione con il direttore generale e con la responsabile del distretto per approfondire le singole questioni e costruire, insieme, un percorso di rilancio condiviso.

La sfida, oggi, è trasformare la speranza in azioni concrete, capaci di restituire ai cittadini del comprensorio orvietano una sanità pubblica efficiente, accessibile e di qualità.

(Fonte: comunicato di PrometeOrvieto)

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