I medici del Centro Cefalee dell’ospedale di Perugia incontrano i pazienti

CEFALEAdi Mario Mariano
(UJ.com3.0) COLLESTRADA – La Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), Società scientifica nazionale multidisciplinare,  anche quest’anno organizza una  iniziativa  rivolta ai cittadini , in occasione della “Giornata Nazionale del Mal di Testa”, che si terrà il 18 maggio 2013. L’evento, che non ha scopo di lucro, né di raccolta diretta di fondi, si svolgerà a Perugia presso il Centro Commerciale di Collestrada. In quella occasione o i medici specialisti del Centro Cefalee della S.C di  Neurologica del S.Maria della Misericordia , daranno informazioni ai cittadini , distribuendo anche  materiale informativo e proponendo  colloqui personali.

“Il nostro  proposito – sostiene la Dott.ssa Paola Sarchielli, responsabile del Centro Cefalee del nosocomio perugino , è quello di sensibilizzare ed educare i cittadini nella gestione del “mal di testa”, quale sintomo di cefalea primaria o di cefalea secondaria ad altra patologia o come espressione di disagio psicologico. In questo  campagna di informazione , gli specialisti del Centro Cefalee di Perugia,  intendono unirsi con i farmacisti di Perugia,  per una iniziativa che si svolgerà il 19 Maggio in Piazza Italia , quando i rappresentanti della Agifar ( Associazione giovani farmacisti)  collaboreranno nel  fornire esaustive  risposte sulla patologia cefalalgica”.

Gli esperti ricordano come le  cefalee rappresentano un problema  assai frequente nella popolazione adulta: esse sono causa di inabilità al pari di altre gravi patologie neurologiche , quali l’epilessia, la sclerosi multipla e il morbo di Parkinson. Le cefalee sono ai primissimi  posti nelle cause di disabilità nel mondo,   patologie che colpiscono indistintamente uomini e donne , tanto è vero che è stato dimostrato che 1/3 delle donne e 1/4 degli uomini affetti da emicrania, perde l’equivalente di 6-20 giorni di lavoro all’anno. Oltre  ad una notevole limitazione per chi ne soffre, costituisce un problema  di natura economica  per l’intera comunità.

“ Si rende necessario un cambio culturale- aggiunge la Dott.ssa Sarchielli-, perché solo una minoranza di “cefalalgici” si rivolge al proprio medico per cercare aiuto, mentre solo il 16% consulta uno specialista. La maggior parte ricorre all’automedicazione, assumendo analgesici da banco, a volte anche in dose massiccia, e questo è un fenomeno da scoraggiare.  Il  nostro Centro Cefalee  effettua oltre 2500 visite all’anno e non è infrequente che si debba ricorre ad un ricovero per i casi più complessi(dal 7 al 10%  dei casi trattati)”

. Il Centro Cefalee si propone come Centro di Riferimento per tutta l’Umbria ed è  Struttura accreditata del massimo livello.

“ Presso la nostra S.C. di Neurologia –ricorda il Direttore Prof Paolo Calabresi- .vengono applicati i più corretti approcci terapeutici per il trattamento della fase acuta e di prevenzione delle cefalee primarie,  con particolare riguardo all’emicrania. Ed ancora: vengono adottati  protocolli terapeutici innovativi con l’obbiettivo di affrontare e risolvere anche le  forme  di difficile gestione, cioè  la cefalea cronica, che si definisce tale quando ha cadenza quasi quotidiana),  e che si accompagna ad  una riduzione della capacità di svolgere le normali attività. Occorre evitare- aggiunge il Prof Calabresi- che questi  pazienti facciano uso improprio ed  eccessivo di farmaci sintomatici, ad esempio analgesici, triptani ed  oppioidi.”.

Tra gli approcci terapeutici più innovativi, nel trattamento delle forme croniche anche con abuso di farmaci sintomatici, è da menzionare la tossina botulinica, una neurotossina derivata dal batterio Clostridium botulinum. Botox è il marchio più noto ed è ampiamente usato in tutto il mondo, in Italia ha ottenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)l’autorizzazione e la rimborsabilità anche per il trattamento dell’emicrania cronica. Il Centro Cefalee di Perugia è punto di riferimento  per tale  terapia ed i primi risultati ottenuti sui primi pazienti sembrano essere promettenti..

Nelle  l’attività assistenziali del Centro Cefalee di Perugia , un ruolo importante di carattere sia informativo che organizzativo, viene svolto dalla Lega Italiana  Cefalalgici, della sezione umbra, che vede impegnata in prima  linea la responsabile Angela Piperni, peraltro autrice del libro “ La testa tra le mani”, che racconta in prima persona la esperienza di  una  paziente  costretta ad interrompere anticipatamente  la sua carriera professionale a causa delle complicanze della patologia cefalangica.

1 Commento

  1. Grazie è stato interessante e utile leggere queste notizie sia per una conferma sia per sentir riconosciuto il proprio dramma sminuito dagli altri o non creduto soprattutto sul posto di lavoro. Sono una cefalalgica cronica con emicrania a grappolo dal 2000. Primo centro Gemelli a Roma con il prof. Di Tapani fino al 2006. 2 risonanze con contrasto, tac e quant’altro, tre ricoveri, due day hospital per disintossicazione da farmaci, pronto soccorso vari perché resistenza a tutti i farmaci e terapie. 2007 disperata ultima spiaggia prof. Bussone Besta di Milano per l’intervento del microcip che avevo scoperto tramite alcune testimonianze su internet. Abbiamo deciso di aspettare un po’per avere più garanzie e nel frattempo mi ha mandato per comodità a Roma dal prof. Barbanti del s. Raffaele. Dopo ricovero per disintossicazione e riabilitazione nuova terapia (deseril) e da allora ad oggi è andata benino alti e bassi in cura sia a Roma che a Milano fino al 2013, poi il prof. Bussone è andato in pensione ed ho continuato con il prof. Barbanti con il quale sono tutt’ora in cura ed ho fatto nel corso degli anni molti tentativi sperimentali dando la mia disponibilità per la ricerca. A causa di un peggioramento sono caduta dal 2014 all’inizio del 2016 in una forma acuta di depressione in cui avevo totalmente perso la voglia di vivere. Con l’aiuto delle cure del prof. Barbanti e la spinta dell’amore per le mie figlie, ne sono definitivamente e improvvisamente uscita così per una mia personale scelta ed esigenza ho iniziato un percorso di psicoterapia con una psicologa bravissima. Spero di non avervi annoiati ma era importante raccontarvi la mia storia per capire. I miei farmaci attuali per l’attacco sono relpax 40 e indoxen 100 che tra l’altro non potrei più prendere perché mi sta’ danneggiando l’intestino. Per la prima volta sto’ tentando l’infiltrazione di botox. Ho fatto il primo trattamento prima di pasqua, ho avuto i primi 20 giorni in cui sono stata malissimo poi è andata un po meglio ma per ora niente di nuovo. Spero che la ricerca aiuti chi come me vive questa malattia invalidante che mi ha rovinato la vita costringendomi a rinunciare dopo le mie figlie alla cosa più importante della mia vita… la scuola. Ho dovuto cambiare lavoro. Un saluto a tutti.

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