Covid: Ue autorizza contratto con Pfizer/Biontech per 300 mln dosi vaccino

 
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Covid: Ue autorizza contratto con Pfizer/Biontech per 300 mln dosi vaccino

Il collegio dei commissari europei “ha autorizzato un quarto contratto” di preacquisto, con “Pfizer e Biontech”, dopo quelli già firmati con altre tre compagnie farmaceutiche, che consentirà di comprare “fino a 300 mln di dosi” del vaccino contro la Covid-19, se sarà “efficace e sicuro”. Ne dà notizia a Bruxelles il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer.

Il contratto approvato oggi, che segue quelli già firmati con AstraZeneca, Sanofi-Gsk e Johnson & Johnson, prevede l’acquisto iniziale di 200 mln di dosi del vaccino da BionTech e Pfizer, più l’opzione di richiedere ulteriori 100 mln di dosi, che verranno fornite “una volta che il vaccino si sarà rivelato sicuro ed efficace” contro la Covid-19, specifica la Commissione. Gli Stati membri “possono decidere di donare il vaccino a Paesi a medio o basso reddito o di ridirigerlo verso altri Paesi Ue”.

  • La Commissione ha anche concluso colloqui esplorativi con CureVac e con Moderna. Le prime dosi del vaccino di Pfizer/BionTech, che verrà prodotto anche sul territorio Ue, potrebbero arrivare già a “fine 2020 o inizio 2021”, ha detto la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, in uno “scenario positivo”.

BionTech è una società tedesca che lavora con la multinazionale Usa Pfizer per sviluppare un nuovo vaccino contro la Covid-19 basato sull’mRna, l’Rna messaggero, che svolge un ruolo fondamentale in biologia.

La Commissione ha deciso di sostenere il vaccino di Pfizer e BionTech sulla base di una valutazione scientifica, della tecnologia utilizzata, dell’esperienza delle compagnie nello sviluppo di vaccini e della loro capacità produttiva per fornire l’intera Ue.

Il responsabile per la Salute del gruppo Ppe nel Parlamento Europeo, Peter Liese (Cdu, Germania), che è medico, ha spiegato che il costo di una dose di vaccino varia da “cinque a venti euro” negli altri accordi di acquisto e “mi aspetto – ha aggiunto – che anche il vaccino di Pfizer e Biontech sia in questo range” di prezzo.

  • Pertanto l’importo delll’accordo, che la Commissione non comunica, potrebbe essere compreso tra 1,5 mld e 6 mld di euro, se il range di prezzo indicato da Liese fosse confermato. Per i 40 mln di dosi che l’Italia potrebbe ricevere (la Commissione non conferma la cifra), il prezzo, sempre in questa ipotesi, potrebbe essere compreso tra 200 e 800 mln di euro.

Gli Stati membri, ha detto ancora Liese, “mesi fa” hanno indicato quanti vaccini volevano da ogni compagnia farmaceutica ed è sulla base di quelle indicazioni che la Commissione conclude gli accordi di preacquisto. BionTech, che è tedesca, è una “compagnia molto innovativa”, ha spiegato Liese, che “non avrebbe la capacità di distribuire il vaccino in tutto il mondo”. Per questo “si sono alleati con Pfizer, che è una delle ragioni per cui sono così avanti”.

Una compagnia simile, che usa una tecnologia analoga, è CureVac, “che sta anche lei in Germania. Loro però hanno bisogno di più tempo: non sono nelle condizioni di produrre il vaccino già ora e stanno iniziando i trial clinici di fase 3”.

La cooperazione con Pfizer, ha continuato Liese, “ha avuto il vantaggio che BionTech ha potuto accelerare, ma, e qui devo scegliere le parole con attenzione, ha anche degli svantaggi. Le persone che lavorano per Pfizer, avvocati americani, non capiscono facilmente come sono le regole nell’Ue e non sono semplicemente pronti ad accettarle. Ma dovranno farlo”.

“Tutti gli accordi – ha aggiunto Liese – applicheranno il diritto Ue. Dovranno rispettare il diritto Ue, anche se a qualcuno negli Usa può non piacere”. L’accordo con Pfizer e BionTech è un accordo di preacquisto, o Advance Purchase Agreement: in cambio del diritto di comprare un numero prefissato di dosi di vaccino in un certo arco di tempo, la Commissione finanzia una parte dei costi che i produttori devono affrontare; questi pagamenti vengono considerati come degli anticipi sul saldo per l’intera fornitura.

  • Visti i costi molto elevati e l’alto tasso di fallimento nello sviluppo di un vaccino, investire in un vaccino contro la Covid-19 è altamente rischioso: pertanto, gli accordi di preacquisto sono necessari perché vengano fatti investimenti che altrimenti non verrebbero effettuati.

I contratti di questo tipo spesso prevedono anche una manleva che riguarda i rischi legali: un vaccino normalmente viene sviluppato e testato in un periodo lungo, molto più lungo di quello in cui verranno sviluppati i vaccini contro la Covid-19.

Effetti collaterali indesiderati e imprevisti potrebbero manifestarsi nel tempo e c’è un rischio di contenzioso futuro che, se non coperto, impedirebbe lo sviluppo del vaccino contro la malattia che sta bloccando tutta l’Europa.

Una volta che i vaccini verranno dichiarati sicuri ed efficaci e saranno autorizzati dall’Ema, dovranno essere distribuiti in Europa. Distribuirli non sarà semplice, anzi sarà una vera “sfida” secondo la commissaria Stella Kyriakides, dato che il vaccino Pfizer-BionTech deve essere conservato a una temperatura di -70 gradi centigradi e una catena del freddo a questa temperatura non è affatto semplice da creare partendo da zero.

La Commissione Europea, infine, ha chiesto agli Stati membri di inviare a Bruxelles i rispettivi piani di vaccinazione e “per ora sono arrivati da 21 Paesi”, ha detto un alto funzionario Ue.

 

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