Contratti covid, Nursind: “Contratti in scadenza il 31 dicembre 2021 vadano prorogati”

Il sindacato lancia un appello alla Regione Umbria

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Contratti covid, Nursind: “Contratti in scadenza il 31 dicembre 2021 vadano prorogati”

Il 31 dicembre 2021 numerosi contratti a tempo determinato sottoscritti con professionisti infermieri e altro personale sanitario durante l’emergenza pandemica, i cosiddetti “contratti Covid”, potrebbero scadere e ad oggi non risulta implementata alcuna iniziativa che vada verso la proroga degli stessi. Tanto da spingere nei giorni scorsi l’Assessore alla Salute della Regione Umbria a chiedere aiuto al Gen. Figliuolo per trovare personale infemieristico da dedicare alla campagna di vaccinazione prime dosi e booster.


Fonte: Nursind


NurSind, come tutta la cittadinanza umbra, auspica che i lavoratori assunti in forza degli avvisi pubblici “emergenziali” come pure quelli in forza secondo gli avvisi pubblici precedenti ma assunti con contratto di lavoro formalizzato in piena emergenza COVID, possano vedere tutelata la loro aspettativa ad un rinnovo contrattuale. Ciò – si ritiene – anche in considerazione degli enormi sacrifici profusi in questo periodo da tutta la categoria infermieristica.

Se consideriamo che:

  • in Umbria, secondo le stime diffuse recentemente dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, mancano almeno 1000 infermieri in regime ordinario;
  • la ripresa della pandemia, seppur ancora contenuta rispetto alle prime tre ondate per via delle vaccinazioni, prevede certamente un incremento dei posti letto Covid (che si sta purtroppo verificando a discapito dei posti per degenza ordinaria), un potenziamento dell’attività di tracciamento e la necessità di ricorrere nuovamente alla vaccinazione di massa attraverso la somministrazione della terza dose;
  • il personale è impegnato nella ripresa delle attività ordinarie, nell’abbattimento delle liste di attesa, oltre che a riprendere una propria vita, quasi annullata negli scorsi 20 mesi;
  • la grave carenza determinata dai colleghi sospesi e mai sostituiti, appare evidente come le risorse infermieristiche attualmente impegnate sono gravemente insufficienti, oltre ad essere provate fisicamente e psicologicamente dalle prime tre ondate.

La previsione di far fronte, anche a causa della eventuale mancata proroga contratti in scadenza, a nuovo lavoro straordinario, a prestazioni al di fuori dell’orario di lavoro, a nuovi cambi organizzativi e alla rinuncia di ferie programmate, conducono ad importanti livelli di stress lavoro correlato senza che si intraveda una strategia sul piano della ricerca di nuovo personale, di ottimizzazione delle risorse a livello regionale e non da meno di incentivazione e valorizzazione della professione.

NURSIND CHIEDE QUINDI L’AVVIO IMMEDIATO DELLE PROCEDURE PER LA PROROGA DEI CONTRATTI IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE 2021 PER TUTTO IL PERSONALE INFEMIERISTICO INTERESSATO PER TUTTO IL RESTANTE PERSONALE SANITARIO ASSUNTO CON “CONTRATTI COVID” DA QUALSIVOGLIA GRADUATORIA.

Ciò anche in considerazione delle promesse fatte nei mesi scorsi dalla Regione Umbria e che, fino ad oggi, sono rimaste tali; basti pensare ai “Bonus Covid” mai erogati al personale sanitario nel 2021 e la totale insensibilità nell’estendere, con apposita normativa regionale e fondi dedicati, l’indennità di Malattie Infettive a tutto il personale operante nei reparti Covid creati durante il periodo pandemico.

Siamo anche molto preoccupati come NurSind dal fatto che l’Umbria, in assenza di politiche attrattive, possa perdere ulteriori risorse infermieristiche a favore di altre regioni con gravi conseguenze nel garantire la continuità assistenziale.

Per NurSind è quindi necessario immediatamente:

  • procedere in tutte le aziende con concorsi a tempo indeterminato dalle quali attingere ed utilizzare al massimo la graduatoria ancora valida del concorso Ausl Umbria 2/A.O. Terni;
  • promuovere forme di welfare per il personale infermieristico, incentivandoli a rimanere o/a venire a lavorare in Umbria, invece che fuggire verso realtà più allettanti;
  • aumentare immediatamente la dotazione organica dei Servizi Territoriali al fine di garantire Assistenza Domiciliare Integrata per almeno 12 ore al giorno, 7 giorni su 7 ed eliminare le Pronte Disponibilità, al fine di decongestionare gli ospedali da utenti impropriamente degenti per attività assistenziali erogabili presso la propria abitazione;
  • affrontare in maniera organica la questione delle condizioni di lavoro degli infermieri nelle RSA, dove esistono rapporti infermieri/pazienti da terzo mondo sanitario;
  • stanziare fondi per attribuire agli infermieri una indennità specifica regionale come, ad esempio, hanno fatto altre regioni;
  • incentivare economicamente il lavoro prestato al di fuori dell’orario di lavoro.

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