Agenti infettati, protesta Siulp davanti Commissariato di Città di Castello

Questo è, invece, quanto replica il vice questore, Michele Santoro

 
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Agenti infettati, protesta Siulp davanti Commissariato di Città di Castello

Agenti infettati, protesta Siulp davanti Commissariato di Città di Castello

«I poliziotti, uomini e donne, che con rigore e fermezza sono chiamati a compiere il loro dovere, possono essere sottoposti ad indicazioni e linee di comando non improntate al rispetto delle misure di contenimento dell’epidemia e di prevenzione che, invece, sono chiamati a far rispettare?». E’ quello che dichiara – in una nota di fuoco – Massimo Pici, Segretario Provinciale del SIULP – Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia -.

A PARLARE E’ MASSIMO PICI – SINDACALISTA

Il sindacalista mette sotto accusa ciò che sarebbe accaduto, più volte, all’interno del commissariato di Polizia di Città di Castello, dove tantissimi operatori di pubblica sicurezza si sarebbero infettati con il SarsCov2.

«In pratica – scrive Massimo Pici in una nota fatta arrivare ai giornali –, le regole anti covid sono state specificate benissimo dal Capo della Polizia, ma, per quanto verificatosi, sarebbero state completamente ignorate e disattese. Oltre alle riunioni in presenza , che erano per l’appunto “assolutamente vietate”, e alle inascoltate osservazioni e i suggerimenti  (in merito al DPCM  in vigore)  da parte del personale della Polizia, il tutto è stato liquidato  con un commento che descrive meglio di tutto con chi abbiamo a che fare, “tanto tocca prenderselo tutti”».

Come a dire, predicare bene e razzolare male, tanto che, come già detto, durante la pandemia sono state comandate delle riunioni in presenza, con poliziotti che poi sono risultati positivi e che, loro malgrado, hanno contagiato tutti gli altri.

Volano stracci tra Perugia Civica e il capogruppo, Massimo Pici
Massimo Pici

A questo si è aggiunto altro grave comportamento indiscriminato : i componenti delle pattuglie delle volanti hanno subito repentini cambiamenti e inserimenti, alle stesse, con personale dell’Ufficio  con il risultato che il Commissariato di Città di Castello è stato l’unico della Provincia che ha avuto “tutti gli Uffici chiusi” e con solo nove colleghi rimasti al servizio delle  volanti.

“Poi assistiamo al paradosso – aggiunge Massimo Pici – si registrano video dove si esortano i cittadini a rispettare le regole sanitarie, si comandano controlli e si multano i poveri cittadini perché non rispettano le regole, ma la dirigenza in primis non rispetta e non fa rispettare le stesse sulle quali dobbiamo fare controlli! – Sorge spontanea la domanda :  chi può vigilare sul rispetto delle normative? “

Massimo Pici, da sindacalista qual è, ha portato la questione anche alla attenzione del Questore: «Ma fino ad ora non si è avuto alcun riscontro. Nei prossimi giorni effettueremo un sit-in difronte al Commissariato, dove terremo una conferenza stampa. Questo  sarà solo il primo di una lunga serie di iniziative che dureranno finché questa incresciosa situazione non cesserà. Il dibattito continuerà con colloqui con  interlocutori politici regionali e nazionali, fino a portare il caso di “Città di Castello”  all’attenzione del Parlamento e del Presidente Mattarella”.

Michele Santoro – vice questore e commissario

«Ho preso tutte le misure per evitare il contagio e ho applicato tutti i dettami imposti dal DPCM. Tutte le precauzioni sono state prese e tutti i protocolli sono stati adottati», questo è, invece, quanto replica il vice questore, Michele Santoro, commissario della sede di Polizia di Città di Castello.

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