Basta complotti, lo ha detto Papa Francesco alla Curia Romana, sono il cancro

si perde la gioia del Vangelo, la gioia di comunicare il Cristo e di essere in comunione con Lui

Basta complotti, lo ha detto Papa Francesco alla Curia Romana, sono il cancro

Basta complotti, lo ha detto Papa Francesco alla Curia Romana, sono il cancro

Superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano – nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni – un cancro che porta all’autoreferenzialità, che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano”. Papa Francesconon le manda a dire parlando alla Curia romana, in occasione degli auguri natalizi.

“Quando questo avviene – osserva – si perde la gioia del Vangelo, la gioia di comunicare il Cristo e di essere in comunione con Lui; si perde la generosità della nostra consacrazione”.

 Inoltre, una Curia “chiusa in sé stessa tradirebbe l’obiettivo della sua esistenzacadrebbe nell’autoreferenzialità, condannandosi all’autodistruzione” dice Bergoglio che riserva parole forti anche ai ‘traditori di fiducia’ nella Chiesa.

Parlando alla Curia romana, Francesco osserva: “Permettetemi di spendere due parole su un altro pericolo, ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del ‘Papa non informato’, della ‘vecchia guardia’…, invece di recitare il ‘mea culpa’”.

Accanto a queste persone – osserva il Papa – ve ne sono poi altre che ancora operano nella Curia, alle quali si dà tutto il tempo per riprendere la giusta via, nella speranza che trovino nella pazienza della Chiesa un’opportunità per convertirsi e non per approfittarsene. Questo certamente senza dimenticare la stragrande parte di persone fedeli che vi lavorano con lodevole impegno, fedeltà, competenza, dedizione e anche tanta santità”.

Bergoglio ha donato due libri ai cardinali ricevuti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico per gli auguri natalizi. In particolare, il Pontefice ha regalato il volume ‘Voglio vedere Dio’, un trattato di teologia mistica e guida spirituale, scritto alla vigilia del Concilio Vaticano II da padre Maria Eugenio di Gesù Bambino (1894-1967) e ‘La festa del perdono con papa Francesco’, curato dalla Penitenzieria apostolica.

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