Umbria, bocciata mozione fiscale proposta dal centrodestra

Umbria, bocciata mozione fiscale proposta dal centrodestra

Opposizione critica aumenti Irpef e Irap, maggioranza difende bilancio

Perugia, 27 novembre 2025 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto con 11 voti contrari e 7 favorevoli la mozione presentata dai consiglieri regionali di centrodestra, che chiedeva una revisione della manovra fiscale regionale. L’atto di indirizzo puntava a eliminare gli aumenti delle aliquote Irpef e Irap, giudicati penalizzanti per famiglie e imprese, e a destinare le nuove risorse esclusivamente alla sanità.

La proposta, illustrata in Aula da Eleonora Pace (FdI), ha sottolineato come l’attuale governo regionale abbia introdotto un incremento fiscale di 184 milioni di euro, giustificato da presunti “buchi” nei bilanci sanitari poi rivelatisi inesistenti. Pace ha ricordato la relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2024, che ha evidenziato un eccesso di accantonamenti e ha confermato la disponibilità di nuove risorse: 14,2 milioni tornati al bilancio sanitario dopo la sentenza della Corte Costituzionale, circa 40 milioni derivanti dal Payback e 19 milioni dall’aumento della quota regionale del fondo sanitario nazionale.

Secondo l’opposizione, queste somme avrebbero potuto evitare l’aumento delle imposte. Pace ha denunciato inoltre il peggioramento delle liste d’attesa, ferme assunzioni nel settore sanitario e bilanci aziendali ancora in rosso. “L’unica novità di questa Giunta – ha dichiarato – è l’aumento delle tasse, che chiediamo di ritirare o almeno di rivedere”.

I consiglieri di centrodestra hanno ribadito la richiesta di ritiro dell’atto, giudicato ingiustificato e dannoso per famiglie e imprese, mentre la maggioranza ha difeso la necessità di misure straordinarie per garantire equilibrio ai conti e continuità ai servizi sanitari, come riporta il comunicato dell’Assemblea Legislativa Umbria.

Gli interventi: 

Donatella Tesei (Lega) ha ribadito con forza la richiesta di ritiro della manovra fiscale. Secondo l’ex presidente, il fondo sanitario regionale può già contare su risorse consistenti: circa 40 milioni dal Payback, oltre 14 milioni dalle risorse Arpa, ulteriori 20 milioni dal riparto regionale e circa 30 milioni dalla quota premiale. Per Tesei, dunque, non vi è alcuna giustificazione per prelevare denaro dalle tasche di cittadini e imprese. Ha accusato la presidente Proietti di aver definito “strutturali” inefficienze che in campagna elettorale erano state attribuite al centrodestra, sottolineando come l’Umbria sia già in grande difficoltà e come nuove tasse rischino di soffocare famiglie e imprese, mentre il Governo nazionale sta riducendo le aliquote.

Enrico Melasecche (Lega) ha parlato di una manovra costruita su una “grande falsità”. Ha contestato la narrazione di una sanità regionale vicina al commissariamento, sostenendo che proprio questa rappresentazione negativa ha alimentato la mobilità passiva e spinto medici e infermieri a lasciare l’Umbria. Per Melasecche, i cittadini sono stati ingannati con dati falsi e la scelta di tassare redditi medio-bassi è surreale e imbarazzante.

Letizia Michelini (Pd) ha replicato ricordando che, al momento dell’insediamento, la maggioranza ha trovato conti sanitari disastrosi e la necessità di reperire oltre 200 milioni di euro tra tagli statali, disavanzi e cofinanziamenti. Ha sottolineato che la manovra è stata inevitabile e che anche altre regioni hanno adottato misure analoghe. Michelini ha accusato il centrodestra di cattiva gestione, ricordando che la mobilità passiva nel 2024 è costata 36 milioni di euro.

Matteo Giambartolomei (FdI) ha attaccato la maggioranza accusandola di aver costruito la propria campagna elettorale su menzogne e di aver alimentato il terrore del commissariamento per giustificare nuove tasse. Ha parlato di cittadini trattati da “stupidi” e di numeri usati in modo strumentale, sottolineando che la Corte dei Conti ha smentito più volte le tesi della Giunta.

Tommaso Bori (assessore) ha invitato a guardare al futuro, ricordando che per sbloccare 300 milioni di euro di programmi comunitari serviva un cofinanziamento del 18%, non previsto in precedenza. Ha evidenziato tagli nazionali per oltre 80 milioni e un disavanzo sanitario di 70 milioni da ripianare obbligatoriamente. Ha chiarito che le risorse del Payback non sono utilizzabili per il 2024 e che finora in Umbria sono stati versati solo 6 milioni. Bori ha difeso la manovra, sostenendo che due terzi degli umbri vedranno aliquote invariate o ridotte, con benefici per giovani e redditi medio-bassi. Ha inoltre avvertito che l’autonomia finanziaria regionale, in arrivo, renderà più complessa la gestione dei conti.

Eleonora Pace (FdI) ha ribadito che la mozione non era propagandistica ma fondata su dati concreti. Ha accusato la maggioranza di mistificare i numeri e ha ricordato che con la Giunta Marini la mobilità passiva era stata ridotta. Ha sottolineato che anche governatori di centrodestra hanno aumentato le tasse, ma con trasparenza, senza mascherare le scelte dietro disavanzi inesistenti.

Melasecche è tornato a intervenire, accusando Michelini e Bori di contraddirsi e ribadendo che da gennaio 150mila umbri pagheranno aumenti decisi dalla presidente Proietti.

Michelini ha replicato ricordando che l’Umbria era stata Regione Benchmark per la sanità fino al 2018, ma che il deficit di 70 milioni è stato certificato dal Mef.

Cristian Betti (Pd) ha difeso le spiegazioni di Bori, definendole chiare ed esaustive, e ha invitato a superare le “versioni fantasiose” sui numeri della manovra.

Paola Agabiti (FdI) ha contestato la giustificazione legata al cofinanziamento dei fondi comunitari, ricordando che in passato le risorse erano state reperite senza aumenti fiscali. Ha sottolineato che la Giunta Tesei aveva lasciato 62 milioni per investimenti e che esistono risorse libere che potevano essere utilizzate.

Pace ha ribadito che il centrodestra continuerà a proporre atti per il ritiro della manovra, ricordando che il primo atto della nuova Giunta è stato l’aumento delle tasse senza migliorare i servizi sanitari.

Fabrizio Ricci (Avs) ha evidenziato come le aziende sanitarie abbiano registrato nel 2024 il peggior risultato finanziario, e che bloccare la caduta sia già un obiettivo. Ha ricordato che l’aumento del fondo sanitario è solo nominale e che la quota rispetto al Pil è destinata a calare ulteriormente.

Laura Pernazza (FI) ha richiamato la relazione Kpmg, sottolineando che il fondo di dotazione non è imputabile alla Giunta Tesei e che la mozione nasce dalla parifica della Corte dei Conti e dall’eccesso di accantonamenti.

La maggioranza ha invece difeso la manovra, sostenendo che gli incrementi fiscali siano necessari per garantire stabilità ai conti e continuità ai servizi sanitari. La bocciatura della mozione conferma la linea dell’esecutivo regionale, che punta a mantenere gli attuali livelli di entrata per fronteggiare le spese e assicurare la tenuta del sistema.

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