Sostegno casa di riposo di Nocera Umbra, lo chiedono Carbonari e Liberati

Sostegno casa di riposo di Nocera Umbra, lo chiedono Carbonari e Liberati

Sostegno casa di riposo di Nocera Umbra, lo chiedono Carbonari e Liberati Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa, sessione dedicata al Question time, i consiglieri Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) e Attilio Solinas (Misto-Mdp) hanno presentato un’interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini per “intervenire finanziariamente a sostegno della casa di riposo di Nocera Umbra, che ospita 10 anziani, a rischio imminente di chiusura”. Per i consiglieri la Regione dovrebbe consentire la permanenza degli anziani nell’attuale residenza e nella propria città fino al termine della proroga di legge di 180 giorni, contribuendo intanto al completamento dell’iter per la realizzazione e attivazione di una residenza protetta”. Illustrando l’atto in Aula Liberati e Carbonari hanno evidenziato come “ormai, da mesi, a Nocera Umbra, è emersa la volontà dell’Amministrazione comunale di chiudere l’unica residenza servita pubblica della città.

Le ragioni della chiusura, come indicato dal Sindaco in occasione di un’audizione in Terza Commissione, sono prevalentemente di natura finanziaria, in quanto il Comune non riuscirebbe più a far fronte alla compartecipazione di spesa annuale di circa 180mila euro. In attesa delle pratiche per la realizzazione di una residenza protetta in loco, il trasferimento ‘temporaneo’ degli anziani a Foligno è stato momentaneamente scongiurato. Frattanto un comitato locale ha già prodotto, a sostegno della causa, la sottoscrizione di 1400 firme, oltre a raccogliere fondi per almeno 15mila euro, già versati nelle casse comunali, quale espressione della forte volontà della cittadinanza a mantenere la casa di riposo.

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Un eventuale trasferimento comporterebbe notevoli disagi psico-fisici agli anziani ospiti, la maggior parte dei quali ultra ottantenni e ultra novantenni, già molto provati dallo stato di incertezza in cui versano da mesi. La struttura in cui risiedono attualmente, donata ai cittadini di Nocera Umbra a seguito del sisma del 1997, è peraltro composta di edifici nuovi, resistenti ai terremoti e privi di barriere architettoniche”. L’assessore Luca Barberini, nella sua risposta, ha detto che “c’è la volontà di sostenere una residenza protetta di 20 posti da realizzare a Nocera Umbra. Non credo che da qui a settembre ci siano i tempi per averla ed assicurare una continuità.

Al momento la materia è di competenza dei servizi sociali, e quindi in capo ai Comuni, e non può essere garantita dalla Regione perché le risorse dedicate alla sanità non possono essere usate per pagare servizi sociali. Infatti le residenze di tipo sociale sono di esclusiva competenza dei comuni, mentre quelle socio sanitarie sono competenza della Regione. In Umbria le residenze servite sono 137 e sono tutte pagate esclusivamente dai comuni.

L’unica che chiude è quella di Nocera. Siamo stupiti che il problema di Nocera sia emerso solo a marzo. A metà aprile, poi, gli ospiti sono stati certificati da una commissione tecnica come non autosufficienti, e i non autosufficienti devono andare in una residenza protetta. La struttura più vicina e con posti a disposizione è quella di Foligno. Una soluzione transitoria perché la Regione vuole realizzare una residenza protetta a Nocera.

Però dal momento della certificazione della non autosufficienza c’è il limite invalicabile dei 180 giorni. Già 50 ne sono trascorsi. Ci restano non più di 4 mesi. Gli anziani quindi possono restare in quella struttura fino a settembre, poi debbono andare necessariamente in una struttura protetta. E tra la procedura del bando di gara del comune, le attività di adeguamento della struttura, i percorsi di accreditamento e convenzionamento, non riusciremo a fare tutto in 4 mesi. Quindi gli anziani dovrebbero comunque spostarsi a Foligno a settembre”. Nella replica Solinas ha chiesto “misure eccezionali per una situazione oggettivamente seria e particolare. È necessario trovare una soluzione, magari con i fondi delle aree interne o i fondi del sociale. Non serve un conflitto politico tra amministrazioni”. Carbonari ha chiesto di “valutare l’ipotesi di dare un assegno per consentire soluzioni transitorie a Nocera”.

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