Liberati e Carbonari, abbandono e degrado al Parco Villalago di Terni
Parco e dimora storica di Villalago (TR), luogo di nascita diUmbriaJazz. Verifica su situazione di degrado, confermata da tripadvisor.it. Mancata fruibilità pubblica dell’area, fenomeni di lunga data. Progetti attualmente esistenti per il rilancio di Villa Franchetti. Estesi abbattimenti di alberi secolari e verifica eventuale danno ambientale cagionato. Ruolo della Provincia.
Quattro o cinque punti importanti, quelli che i leader regionali del M5s mettono sul tavolo della amministrazione. Come si vede cliccando nel link posizionato all’inizio dell’articolo, anche Tripadvisor – con i suoi utenti – riporta recensioni che denunciano il degrado dell’area dal tempo in cui avrebbe dovuto essere il tempio di Umbria Jazz a quello che è l’abbandono di oggi.
“Si dovrebbe – scrivono – allora verificare l’eventuale rispetto dei vincoli contrattuali ai fini della tutela e valorizzazione del sito stesso, come già denunciato circa un anno fa da un ex consigliere della stessa maggioranza del Comune di Terni, nonché ex consigliere provinciale, Sandro Piccinini, e come riportano le cronache dettagliate con cronistoria della vicenda, secondo cui già alcuni anni fa, precedentemente agli eventi e danneggiamenti dovuti al sisma, la società che aveva ottenuto in appalto il Parco e la Villa sembrava risultare inadempiente ad alcuni rilevanti impegni contrattuali, al punto che l’allora medesimo consigliere richiese la revoca dell’appalto, giacché, a suo dire, tali inadempienze potevano aver contribuito all’ulteriore degrado del bene pubblico in questione».
Nel 2012, il Parco di Villalago, a causa di un incendio doloso aveva perso un grande numero alberi a detrimento del patrimonio boschivo di pregio.
«Dall’analisi visivaeffettuata – il rapporto del dottore agronomo forestale Antonello Isidori, scrivono i Pentastellati – risulta che tutti gli esemplari arborei monitorati sono da attribuire alla classe D“. Le contestazioni infatti specificavano tipologia e vincoli: “dovranno essere abbattuti due pini domestici, tre pini neri, cinque pini d’Aleppo, due cipressi messicani, tre abeti di Spagna, due rovere, una roverella e due cedri dell’Atlante”, più un altro non specificato. “L’area – viene inoltre sottolineato – dove sono radicati gli alberi da abbattere è classificata nel piano regolatore generale come ‘Zone gv – spazio pubblico attrezzato a parco o per impianti sportivi’ e soggetta a vincolo monumentale ai sensi del D.Lgs. 42/2004, in quanto all’interno dell’area di Villalago è stato istituito con i tre decreti Mibact del 15 dicembre 2006 il vincolo storico-artistico sugli edifici (villa Franchetti, le scuderie, abitazione del custode) e sulle loro pertinenze».
I tagli, a quanto viene riportato nella nota, risultano irragionevoli, attualmente in atto in tutta l’area del parco della Villa, con modalità simili a quelle di un convenzionale taglio boschivo che, già dal numero degli alberi presenti nelle immagini allegate, sembrerebbe fare evincere che non si tratti solo di 21 esemplari.
IN VIRTU’ DI QUANTO ESPRESSO, SI CHIEDE: – di verificare ad oggi se la società che detiene l’appalto abbia rispettato i termini sottoscritti con l’Ente Provincia o se invece risultino mancanze, come segnalato nell’interrogazione dell’ex consigliere Piccinini, richiamata in premessa; – se il Parco abbia mantenuto la pubblica fruizione, come previsto dal D.Lgs. 42/2004, perché, a quanto risulta, da diversi anni non ė possibile accedervi, se non alle determinate condizioni esposte, e se sia opportuno e lecito, specie in simili condizioni, richiedere un ‘pedaggio’ al cittadino visitatore, ammesso pure che questo fosse eventualmente stato stabilito dal contratto di appalto. – se nell’atto di appalto sia stato specificato il valore di protezione del bene, con i relativi vincoli; – lo stato di vulnerabilità sismica di Villa Franchetti e i concreti progetti esistenti per il suo rilancio, al di là di parole e convegni, con il necessario supporto della Regione Umbria; – che la Regione verifichi se siano state rilasciate per i tagli -recenti e in essere- le autorizzazioni amministrative complete e idonee, con prescrizioni e/o nulla-osta (Valutazione Incidenza Ambientale con parere favorevole) e se questa documentazione sia idonea e preveda quanto previsto dalla legge che tutela i Beni Culturali, essendo l’area del parco sottoposta a vincolo di tutela ambientale e paesaggistica (D.Lgs. 42/2004); – la verifica del numero totale degli alberi abbattuti tramite un sopralluogo che coinvolga inoltre i portatori di interesse, come le Associazioni Ambientaliste, Comitati locali, Pro Loco, a partire da coloro che hanno presentato l’esposto, unitamente ai Corpi preposti al controllo, es. i Carabinieri Forestali, con una rilevazione sul campo effettuata sui tronchi degli alberi, per conteggiare il numero delle piante e la tipologia tagliata, e se questi corrispondano per numero e tipo a quelli eventualmente autorizzati; – se sia stato previsto il rimboschimento, con il ripristino di un’essenza per ogni albero tagliato; – se ci siano ulteriori danneggiamenti attribuibili al degrado ulteriore dovuto ad interventi non tempestivamente intervenuti, contrariamente alle scadenze stabilite dal contratto di appalto, come da interrogazione e cronache descritte in premessa; – se nella precedente ordinanza di abbattimento dei 21 alberi monumentali, rilasciata dal Comune di Terni dall’ex Sindaco Di Girolamo, fossero presenti le autorizzazioni amministrative, con prescrizioni, e/o nulla-osta (Valutazione Incidenza Ambientale con parere favorevole), corrispondenti al grado di protezione dell’area del parco sottoposta a vincolo di tutela ambientale e paesaggistica (D.Lgs. 42/2004); – se conosca gli autori materiali dei citati tagli –attività svolta dall’appaltatore o esternalizzata ad altri?- e quale sia la filiera anche commerciale di tale attività di disboscamento; – se saranno accertati danni ambientali e al patrimonio pubblico, cosa intenderà fare e quali iniziative vorrà eventualmente esercitare nei confronti sia della Provincia, eventualmente carente nelle prescrizioni d’appalto/vigilanza, sia verso il privato / i privati esecutori
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