Opposizioni di Perugia accusano la maggioranza sulla manovra fiscale
Le tensioni politiche legate alla manovra fiscale continuano a scuotere l’Assemblea legislativa dell’Umbria, dove i gruppi di opposizione hanno replicato con fermezza alle accuse provenienti dalla maggioranza, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie. La polemica, esplosa dopo l’ultima seduta, ruota attorno alle contestazioni sollevate da alcuni esponenti di sinistra, accusati dagli avversari di adottare un atteggiamento incoerente rispetto ai comportamenti tenuti in passato all’interno dell’Aula. I consiglieri di opposizione hanno infatti ricordato come, negli anni precedenti, proprio coloro che oggi denunciano presunte violazioni del decoro istituzionale avessero esposto cartelli e slogan durante le sedute senza mostrare alcun imbarazzo. Una condotta che, secondo gli esponenti del centrodestra, rende poco credibili le attuali proteste e conferma quella che definiscono una “doppia morale” utilizzata per convenienza politica. A loro giudizio, le regole vengono interpretate in modo variabile a seconda dell’obiettivo del momento, con il rischio di indebolire il confronto democratico e trasformare le istituzioni in strumenti di scontro più che di dialogo.
Nel loro intervento, i consiglieri Enrico Melasecche e Donatella Tesei per la Lega Umbria, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei per Fratelli d’Italia, Laura Pernazza e Andrea Romizi per Forza Italia, insieme a Nilo Arcudi di Tp-Uc, hanno respinto con decisione le ricostruzioni fornite dalla maggioranza. Hanno chiarito di non aver organizzato alcun presidio né all’esterno né all’interno del Palazzo, sottolineando che la presenza dei cittadini in Aula è stata una scelta spontanea, dettata dalla preoccupazione per gli effetti della manovra fiscale proposta dalla Giunta. Secondo l’opposizione, la maggioranza avrebbe tentato di spostare l’attenzione dalle criticità del provvedimento accusando ingiustamente i cittadini presenti, descritti come disturbatori o partecipanti a un’iniziativa orchestrata. Una narrazione che, a loro avviso, mira a evitare il confronto sui contenuti della manovra fiscale, ritenuta dannosa e priva di una visione capace di sostenere famiglie e imprese in una fase economica complessa.
I consiglieri hanno inoltre contestato il ricorso, da parte della sinistra, alla retorica dei presunti disastri ereditati dalla precedente amministrazione regionale. Una tesi definita “pretestuosa e smentita dai fatti”, richiamando il bilancio consolidato 2024, chiuso con un attivo di 57 milioni di euro, e le valutazioni della Corte dei Conti, che non avrebbero rilevato irregolarità tali da giustificare le accuse. Per l’opposizione, dopo oltre un anno di governo, la maggioranza non può più appellarsi al passato per giustificare scelte ritenute inefficaci.
Il nodo centrale resta la manovra fiscale, considerata dall’opposizione un intervento che rischia di aggravare la pressione sui cittadini senza offrire reali prospettive di crescita. La mozione urgente presentata in Aula, spiegano, aveva l’obiettivo di chiedere il ritiro del provvedimento e aprire un confronto più ampio, ma la maggioranza avrebbe preferito concentrarsi sulle polemiche anziché affrontare il merito delle questioni.
I gruppi di opposizione ribadiscono infine la volontà di continuare a svolgere il proprio ruolo con serietà, vigilando sulle scelte della Giunta e difendendo gli interessi degli umbri. Il confronto sulla manovra fiscale, assicurano, non si esaurirà con questa seduta, ma proseguirà nelle prossime settimane, con l’intenzione di riportare al centro del dibattito le esigenze reali della comunità regionale.

La precedente Giunta Regionale non ritengo sia stata un esempio di particolare capacità amministrativa (in particolare per la Sanità) ed efficienza, tant’è che gli umbri non l’hanno confermata, ma l’attuale è peggiore.