Interrogazione di FdI sulle assunzioni e i servizi sanitari
La carenza di personale continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario regionale umbro. A sollevare nuovamente il tema è Eleonora Pace, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea legislativa dell’Umbria, che ha presentato un’interrogazione dedicata allo stato delle assunzioni e alle prospettive occupazionali del Servizio sanitario regionale.
Secondo la consigliera regionale, il dibattito sulla sanità si starebbe concentrando soprattutto sull’apertura di nuove strutture e sulla presentazione di interventi infrastrutturali, mentre rimarrebbe aperta la questione legata alla disponibilità di personale medico e infermieristico necessario per garantire il funzionamento dei servizi.
Nel documento presentato in Consiglio regionale, Pace richiama l’attenzione sul tema delle Case di Comunità previste sul territorio umbro. Pur riconoscendo l’importanza di queste strutture nell’ambito della medicina territoriale, l’esponente dell’opposizione sostiene che il problema principale riguardi la capacità di renderle pienamente operative attraverso l’impiego delle figure professionali necessarie.
Secondo i dati citati dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, elaborati sulla base di informazioni riconducibili ad Agenas, per garantire il completo funzionamento delle ventidue Case di Comunità previste in Umbria sarebbero ancora necessari oltre cento professionisti sanitari. Una situazione che, secondo Pace, potrebbe determinare il rischio di disporre di strutture nuove senza la disponibilità del personale indispensabile per assicurare l’erogazione dei servizi ai cittadini.
L’esponente dell’opposizione evidenzia inoltre una più ampia difficoltà nel reperimento delle risorse umane all’interno del sistema sanitario regionale. Le stime richiamate nell’intervento parlano infatti di una carenza che coinvolgerebbe medici e infermieri, con ripercussioni sull’organizzazione delle attività assistenziali e sulla capacità delle strutture di rispondere alla domanda sanitaria.
Tra gli aspetti segnalati figura anche il fenomeno della mobilità del personale verso altre regioni o verso il settore privato. Una dinamica che, secondo Pace, contribuirebbe ad aumentare le difficoltà nel reclutamento e nella permanenza dei professionisti all’interno delle aziende sanitarie umbre.
Nel suo intervento la consigliera richiama inoltre il tema della mobilità sanitaria dei cittadini, sottolineando come numerosi umbri continuino a rivolgersi a strutture fuori regione per ricevere cure e prestazioni specialistiche. Un fenomeno che comporta effetti sia sul piano economico sia sull’organizzazione complessiva del sistema sanitario regionale.
Particolare attenzione viene riservata anche al piano straordinario di assunzioni annunciato nei mesi scorsi. Secondo quanto evidenziato da Pace, rispetto alle 711 assunzioni programmate, i dati aggiornati al maggio 2026 indicherebbero un numero inferiore di inserimenti effettivamente realizzati. Da qui la richiesta di chiarimenti rivolta alla Giunta regionale sulle strategie da adottare per colmare il deficit di organico e garantire la piena operatività delle strutture sanitarie.
L’interrogazione presentata all’Assemblea legislativa chiede inoltre informazioni sul Piano assunzionale 2026 e sulle misure che la Regione intende mettere in campo per rafforzare il sistema sanitario e assicurare la copertura dei posti necessari nei diversi servizi.
Il confronto sul futuro della sanità umbra continua così a concentrarsi non soltanto sugli investimenti strutturali e sulle nuove sedi assistenziali, ma anche sulla disponibilità delle figure professionali chiamate a garantire il funzionamento quotidiano del sistema e la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini.

A mio avviso, l’Umbria ha due malati (gravi) e cioè la Sanità e le Infrastrutture.