Quale futuro per il Mercato Coperto? Le opposizioni chiedono chiarimenti

Quale futuro per il Mercato Coperto? Le opposizioni chiedono chiarimenti
ph Tommaso Benedetti

Quale futuro per il Mercato Coperto? Le opposizioni chiedono chiarimenti

Nell’imminenza del nuovo Bando per l’assegnazione del Mercato Coperto di Perugia, e preso atto della insostenibilità del progetto gestionale presentato dalla A.T.S. che si era aggiudicata il precedente, i gruppi consiliari di opposizione in Consiglio comunale (Idee Persone Perugia, Partito Democratico Perugia e Rete Civica Giubilei) ritengono di dover fare il punto su una vicenda che si sta trascinando oramai da molti anni con prospettive ancora molto incerte ed un bilancio sin qui ampiamente in rosso.

“Il progetto di riqualificazione dell’antica struttura del Mercato del Sopramuro – spiegano dall’opposizione – aveva già avuto un ruolo centrale nel corso della prima sindacatura Romizi, ma il lungo ed oneroso lavoro di recupero funzionale dell’edificio è terminato solo lo scorso anno dopo che, al secondo Avviso pubblico, una “Associazione di scopo” tra nove soggetti imprenditoriali si era palesato e proposto per la gestione. Oggi, dunque, si prende atto che quel progetto dai contorni ancora vaghi (si era parlato di un mix di eno-gastronomia, socialità e innovazione) non era più nelle condizioni di andare a regime, in ragione di limiti temporali alla Concessione ritenuti troppo vincolanti e non compatibili con le stime di rientro economico dall’investimento, ma anche a causa di torbide vicende di natura legale-amministrativa che avrebbero coinvolto uno degli amministratori in capo al nuovo soggetto di cui si vorrebbe sapere di più”.

Ad oggi resta una “struttura completa solo nello scheletro, sostanzialmente simile a come l’avevamo lasciata sei anni fa – proseguono – con poche ma significative e discutibili differenze che saltano immediatamente all’occhio: i visitatori in arrivo da Piazza Matteotti potranno accedere ai piani sottostanti solo scendendo i gradini di una ripida scala che sfida ogni limite di pendenza conosciuto, essendo stata di fatto smantellata una pratica rampa che rendeva più facile l’accesso a persone con difficoltà deambulatorie e carrozzine; la magnifica Terrazza panoramica, ripavimentata, oggi è accessibile solo addentrandosi a scelta da uno dei due lati di accesso, attraverso una sorta di ingabbiamento, funzionale al ripristino di alcune attività alimentari che in precedenza operavano ai piani inferiori (quelle aperte fino a pochi giorni fa nell’area temporaneamente adibita di piazza del Circo), ma molto impattante; i due piani immediatamente sottostanti alla Terrazza sono stati di fatto trasformati, attraverso la radicale eliminazione di un solaio, in un grande salone unito alla Terrazza da una lunga, scenografica scala mobile e sovrastato da un enorme lucernario in vetro dotato di un telaio che lo rende apribile con un binario a scorrimento”.

Le criticità insite nell’opera di recupero sembrano evidenti: “Disabili e famiglie con bambini dovranno usare il vecchio ascensore sul lato sinistro, al quale è stata aggiunta una fermata intermedia al piano della Terrazza, ma occorre segnalarlo presto e con chiarezza; ammesso che si voglia restituire alla Terrazza l’antica e indimenticata funzione di luogo di socialità e di ristoro, anche in orario serale, andranno resi costantemente fruibili e decorosi i due corridoi di accesso durante e dopo lo svolgimento delle attività commerciali ivi allocate (pesce, carne ed ortofrutta), a meno di non costruire, come qualcuno propone, un ponte di accesso diretto che corre sopra il lucernario; detto lucernario, in vetro trasparente, che ha sostituito l’antica protezione in vetro opaco, richiederà una costante manutenzione e pulizia da piccioni e quant’altro per non trasformarsi in un ricettacolo di sporcizia che risulta ben visibile dall’alto e dal basso; le presunte funzioni di socialità del salone sottostante, antica sede di una sala polivalente ad uso pubblico, faranno immediatamente i conti con la sua capienza forzatamente ridotta (in quanto privo di vie di fuga che non siano scale e posto al piano superiore di un parcheggio ad uso pubblico con tutte le limitazioni del caso), che fu anche il motivo che ne impedì l’uso per spettacoli ed eventi a partire dai primi anni ’90. Ultima, ma non meno discutibile, la presenza incombente dei due fasci littori zelantemente restaurati due anni orsono a lavori in corso ed oggi perfettamente visibili affacciandosi dalla Terrazza, su cui la Giunta Comunale si era impegnata con decisione unanime del Consiglio a… mettere un velo”.

A margine i gruppi consiliari di opposizione in Consiglio comunale (Idee Persone Perugia, Partito Democratico Perugia e Rete Civica Giubilei) fanno anche due considerazioni che riguardano piazza del Circo, “che grazie alla collocazione temporanea degli esercenti del Mercato coperto aveva conosciuto una inedita vitalità, trasmettendola di riflesso all’intero quartiere di Porta Eburnea, angolo emarginato e dormiente del centro storico cittadino. Ci sono le risorse ed un progetto per restituire quel suggestivo angolo di città alla situazione preesistente o a nuove funzioni oppure dovremo tollerare ancora a lungo quella sorta di baraccopoli in via di disfacimento?

Gli ambulanti dell’ortofrutta che la occupavano nella parte centrale, integrando l’offerta del sito, ma non hanno titolo per entrare nel nuovo Mercato coperto che fine faranno? In generale ci sembra che su tutta questa vicenda regni uno stato di precarietà ed indeterminazione che pare simboleggiare il cammino di questa amministrazione comunale in perenne equilibrio sul filo”.

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