Pasta Julia di Spello, Carbonari M5s, quale destino per l’impresa?

Pasta Julia di Spello, Carbonari M5s, quale destino per l’impresa? “Non cali il silenzio sulla vicenda della Pasta Julia di Spello, una realtà produttiva umbra di eccellenza con quasi 30 anni di storia che vede in pericolo la produzione e i posti di lavoro, anche a causa dell’atteggiamento passivo di una parte della politica”: lo afferma il consigliere regionale Maria Grazia carbonari (M5s).

“A ottobre – ricorda Carbonari – abbiamo raccontato la storia di Pasta Julia di Spello, che tra i soci dell’impresa annovera anche la partecipata della Regione Umbria, Gepafin Spa con il 23,39 per cento del capitale. Dopo un affitto di azienda del 2012 non andato a buon fine, nel 2015 si cercarono altre soluzioni per salvare il pastificio e i suoi dipendenti.

Dopo mesi di annunci e smentite, l’azienda fu affittata a Pastificio Fidelia Srl. I giornali celebrarono con toni trionfalistici il nuovo accordo che avrebbe dovuto prevedere cinque anni di affitto e poi l’acquisto irrevocabile del complesso aziendale di Pasta Julia e del marchio per 4,6 milioni di euro.

La realtà recentemente riportata dai giornali sembra però molto diversa, con dipendenti del pastificio che avrebbero lamentato addirittura di non ricevere gli stipendi. Ho voluto in particolare verificare la notizia secondo cui i nuovi affittuari non avrebbero pagato i canoni di affitto dovuti d’azienda alla società madre (con danno indiretto anche alla partecipata regionale Gepafin), notizia purtroppo confermata dalla Giunta al question time del 9 novembre in cui confermò che ‘corrisponde al vero il mancato versamento dei canoni, ma a fronte di crediti vantati per 125mila euro per canoni, ci sono le fideiussioni bancarie a suo tempo stipulate immediatamente attuabili dal liquidatore’ oltre ad altre procedure di recupero di Gepafin verso altri soggetti”.

“Verificherò – conclude – che sia stata fatto tutto il necessario da parte del liquidatore di Pasta Julia (PJ Srl in liquidazione) a tutela del patrimonio della società, trattandosi indirettamente di soldi di tutti cittadini umbri. Soprattutto, farò tutto quello che le mie prerogative consentono affinché venga salvata la produzione e i posti di lavoro, verificando l’operato di tutti gli attori coinvolti e pretendendo adeguate garanzie sul rispetto degli impegni assunti”.

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