Decreto omnibus, Carbonari M5s, poltrone e regali natalizi ai soliti noti

Decreto omnibus, Carbonari M5s, poltrone e regali natalizi ai soliti noti
Maria Grazia Carbonari

da Maria Grazia Carbonari
Decreto omnibus, Carbonari M5s, poltrone e regali natalizi ai soliti noti “La ‘legge Omnibus’ che accompagna il Bilancio della Regione Umbria è una norma eterogenea, che modifica altre leggi, spesso con pillole avvelenate”. Lo dichiara il consigliere regionale *Maria Grazia Carbonari* (M5S), facendo riferimento agli atti che l’Aula di Palazzo Cesaroni discuterà giovedì 20 dicembre. Per Carbonari “il tema comune della ‘legge Omnibus’ quest’anno sembra essere la creazione delle basi per poter assumere personale in enti partecipati dalla Regione, casualmente un anno prima delle elezioni, proprio come fu per le casuali stabilizzazioni di personale e rinnovo dei contratti prima delle precedenti consultazioni.

Sono a favore e nuove assunzioni e stabilizzazioni, ma in modo meritocratico e non utilizzandole come elemosine pre-elettorali”. Nel dettaglio, Maria Grazia Carbonari evidenzia che “l’amministratore unico di Adisu viene trasformato in direttore generale, con identiche funzioni ma un trattamento economico che passerebbe da 50mila a 150mila euro annui. Inoltre viene ampliata la platea di enti pubblici da cui Adisu può comandare personale: ricordo in merito la sentenza 97/2015 con cui la Corte dei Conti dell’Umbria condannò l’ex amministratore unico proprio in merito a favoritismi ad una dipendente, descrivendo gli astuti stratagemmi per farlo. Il personale dell’Associazione Servizio Europa Umbria (Seu) – aggiunge il consigliere di opposizione – verrebbe inserito a tempo indeterminato all’interno di Sviluppumbria (partecipata al 92,3 percento dalla Regione).

Queste persone (tra cui comparirebbe nel sito Seu anche uno dei coordinatori dei gruppi di lavoro del PD di Corciano) hanno mai svolto un concorso pubblico o lo svolgeranno? Lo stratagemma altrimenti sarebbe semplice: si assume chi si vuole in enti formalmente privati, sapendo che poi questi verranno assorbiti da partecipate regionali. Tutto ciò aggirerebbe l’articolo 97 della Costituzione, in barba alle migliaia di ‘sfigati’ che tentano concorsi pubblici estenuanti per una manciata di posti.

Scomparirebbero inoltre i vincoli di assunzione in capo a ‘Umbria Salute e Servizi’, che era nata per razionalizzare e invece ha finito per aggiungere costi e poltrone. Su queste e altre norme darò battaglia nell’Aula dell’Assemblea legislativa e provvederò alle opportune segnalazioni alle autorità affinché ne venga verificata la legittimità. Non si tratta solo di legalità formale, ma soprattutto di giustizia e di come vengono distribuiti i soldi pubblici, che per alcuni ci sono sempre”.

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