Ospedale Spoleto, tutelare servizi e operatori in emergenza e garanzie post-Covid

 
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Ospedale Spoleto, tutelare servizi e operatori in emergenza e garanzie post-Covid

Ospedale Spoleto, tutelare servizi e operatori in emergenza e garanzie post-Covid

E’ pesante e concreta la preoccupazione della città di Spoleto per le sorti del proprio ospedale, individuato come struttura Covid in questa seconda ondata di pandemia, senza la necessaria dotazione e senza avere garanzie di prospettive future”.

  • Così i consiglieri Tommaso Bori e Fabio Paparelli che, nei giorni scorsi, insieme ai consiglieri comunali dem di Spoleto hanno incontrato operatori sanitari e militanti del territorio.

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La comunità – dicono Bori e Paparelli – è stata chiamata ad un grandissimo sforzo di responsabilità istituzionale e solidarietà per tutta l’Umbria, sacrificando il proprio ospedale alla gestione della pandemia da Coronavirus, in un momento in cui i numeri del contagio in Umbria erano apparsi troppo alti e decisamente fuori controllo. Un ospedale che, come emerso nell’ultimo consiglio comunale, presenta due postazioni di terapia intensiva per un totale di 10 + 5 distanti tra loro qualche centinaia di metri alle quali sono dedicati 13 anestesisti rianimatori, ma senza figure professionali come pneumologi, infettivologi e medicina d’urgenza. In ospedale manca anche un cardiologo h24”.



“Per questo c’è una profonda preoccupazione nel territorio – proseguono Bori e Paparelli – soprattutto in relazione a cosa ne sarà del nosocomio una volta usciti da questa seconda ondata di pandemia. Servono certezze, garanzie e progetti, affinché si possa non far pagare ai cittadini dello Spoletino e della Valentina l’inadeguatezza e l’impreparazione che hanno, purtroppo, caratterizzato la Giunta regionale. Rimandare le decisioni sul futuro dell’ospedale ad un piano sanitario di cui non si vede traccia, denota l’inconsistenza delle rassicurazioni avute dal Sindaco e dei documenti siglati”.

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