Mozione PD per corridoio Chiusi-Perugia in Consiglio

Alta velocità e diritto alla mobilità: mozione rinviata

Betti propone piano per collegare aree umbre e toscane interne

Una mozione sarà discussa giovedì 10 aprile in Assemblea legislativa. A presentarla è il consigliere regionale Cristian Betti (PD), che chiede il riconoscimento del collegamento Chiusi–Perugia come direttrice infrastrutturale di rilievo per l’Umbria e i territori confinanti della Toscana.

La proposta fa seguito a un incontro istituzionale tenutosi a febbraio, cui hanno partecipato i Sindaci della Val Nestore, gli assessori regionali De Rebotti e Meloni, l’assessore comunale Vossi e lo stesso Betti. Obiettivo: evitare l’isolamento delle aree interne umbre.

La mozione punta a inserire il cosiddetto “Corridoio Chiusi–Perugia” tra gli assi infrastrutturali prioritari, connettendo l’Umbria al nodo autostradale e ferroviario di Chiusi. Tra le aree coinvolte vi sono l’Unione dei Comuni del Trasimeno, l’Area Interna Orvietana e l’Unione della Valdichiana Senese.

In totale, 37 comuni umbri sarebbero direttamente interessati. Inoltre, 40 enti, tra amministrazioni umbre e toscane, Camere di commercio di Umbria e Siena-Arezzo, banche e associazioni di categoria, hanno costituito la s.c.a.r.l. “Patto VATO”, soggetto interregionale per lo sviluppo del progetto.

Nel piano regionale e nazionale è già previsto un collegamento su gomma, con investimenti potenziali. La Provincia di Perugia ha finanziato l’aggiornamento della progettazione preliminare per l’ammodernamento della S.P. 309 “Moianese”. Parallelamente, l’Unione del Trasimeno ha presentato una revisione del Piano di Mobilità Comprensoriale, che integra il trasporto scolastico e mira a un uso razionale delle risorse pubbliche.

La mozione impegna la Giunta a collaborare con Anas per l’ammodernamento della Moianese e a includere il piano comprensoriale nel Piano Regionale dei Trasporti.

Betti ha infine ribadito che l’opera è centrale per garantire il diritto alla mobilità anche alle comunità delle aree interne.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*