Melasecche attacca Proietti: “Umbria in recessione”

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Svimez, Pil regionale in calo. Dura accusa della Lega

I dati economici diffusi da Svimez accendono il confronto politico in Umbria. A intervenire con toni particolarmente critici è il capogruppo della Lega in Assemblea legislativa regionale, Enrico Melasecche, che punta il dito contro l’operato della Giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti, attribuendo all’esecutivo regionale le responsabilità del rallentamento economico evidenziato dall’ultimo rapporto.

Secondo Melasecche, il dato che indica per l’Umbria una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,2 per cento nel 2025 rappresenta un elemento di forte preoccupazione, soprattutto se confrontato con la crescita registrata a livello nazionale e nell’area del Centro Italia. Per il rappresentante della Lega si tratta di un indicatore che certifica una perdita di competitività del sistema regionale e che colloca l’Umbria nelle posizioni più basse della classifica nazionale relativa alla crescita economica.

L’esponente dell’opposizione sostiene che il quadro delineato da Svimez contraddica la narrazione proposta dalla maggioranza di centrosinistra e dalla presidente della Regione. A suo giudizio, i dati mostrerebbero una regione incapace di tenere il passo con altri territori italiani, a causa di una gestione che definisce priva di una concreta strategia di sviluppo.

Tra le principali contestazioni avanzate da Melasecche vi è la politica fiscale adottata dalla Giunta regionale. Il capogruppo della Lega ritiene che l’aumento dell’Irpef e dell’Irap abbia prodotto effetti negativi sul tessuto economico umbro, scoraggiando investimenti e iniziative imprenditoriali. Una scelta che, secondo l’esponente del Carroccio, avrebbe trasmesso un segnale sfavorevole a imprese e lavoratori, contribuendo ad alimentare una fase di rallentamento economico.

Le critiche si concentrano anche sul fronte delle infrastrutture e degli investimenti. Melasecche sostiene che nel corso dell’ultimo anno non siano stati avviati interventi di rilievo in grado di sostenere la crescita regionale e rilanciare l’occupazione. Nel mirino finiscono alcuni dei principali dossier infrastrutturali umbri, a partire dal Nodo di Perugia, considerato dall’opposizione un’opera strategica per migliorare la mobilità e la competitività del territorio.

Secondo il consigliere regionale, l’attuale amministrazione avrebbe inoltre assunto posizioni che rischiano di penalizzare l’Umbria anche sul tema dell’alta velocità ferroviaria, favorendo indirettamente altre regioni. Analoga valutazione viene espressa riguardo alla scelta di non procedere con il progetto del termovalorizzatore, decisione che Melasecche giudica dettata da motivazioni ideologiche e non accompagnata da soluzioni alternative efficaci.

Nella sua analisi, il capogruppo della Lega parla di una regione priva di una chiara direzione economica, denunciando l’assenza di una politica industriale strutturata, di una programmazione infrastrutturale definita e di strumenti capaci di attrarre nuovi investimenti. Da qui l’accusa alla presidente Proietti e alla sua squadra di governo di non aver fornito risposte adeguate alle esigenze del sistema produttivo regionale.

Le dichiarazioni di Melasecche si inseriscono in un confronto politico destinato a proseguire nelle prossime settimane, soprattutto alla luce dei dati economici e delle prospettive di crescita dell’Umbria, tema che si conferma centrale nel dibattito tra maggioranza e opposizione.Nell’articolo le valutazioni e le accuse sono correttamente attribuite a Enrico Melasecche e rivolte alla presidente della Regione Stefania Proietti, mantenendo un’impostazione giornalistica e neutrale.

1 Commento

  1. Perchè nei decenni passati, cioè dal dopoguerra, la situazione della Regione Umbria era forse migliore? Basti pensare alle infrastrutture che sono fondamentali per lo sviluppo. Siamo alle solite, nulla di nuovo, l’immobilismo regna sovrano. Evidentemente è una sorta di male endemico.

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