M5s per ora Umbria congelata, e il 27 ottobre sarà fatale per Pd/Renzi

M5s per ora Umbria congelata, e il 27 ottobre sarà fatale per Pd/Renzi
Foto Il Fatto Quotidiano

M5s per ora Umbria congelata, e il 27 ottobre sarà fatale per Pd/Renzi

Il tema è caldo, anche perché, Sul voto del 27 ottobre, oramai è chiaro, incombe l’ombra dell’addio di Matteo Renzi al Pd. Potrebbe essere un piccolo grande sisma tra i Dem. Terremoto al quale, in queste ore, anche il premier Giuseppe Conte guarda con una certa attenzione.

E’ innegabile che i due eventi – la prossima, probabile, scissione dei renziani e l” esito del voto in Umbria – rischiano di avere ripercussioni sulla tenuta di un governo nato solo pochi giorni fa. Il laboratorio umbro, del resto, farebbe da apripista ad alleanze giallo-rosse nella altre Regioni chiamate al voto nei prossimi mesi, Emilia-Romagna (dove il” M5s non accetterà la ricandidatura di Bonaccini) e Calabria innanzitutto.

Certo – scrive Michele Esposito in un take dell’Agenzia nazionale di stampa associata – molto dipende dai sistemi elettorali di ciascuna Regione, e dal tessuto locale dei due partiti. Che in Umbria, rispetto alla coalizione di centrodestra, partono in salita.

Il passo di Di Maio verso il Pd non ha entusiasmato tutti nel Movimento. Gianluigi Paragone, ancora oggi, con chiaro riferimento all” ipotesi della candidatura comune di Brunello Cucinelli (che si è smarcato chiaramente ndr) , su facebook scriveva: “Cashmere a 5 Stelle? Anche no…Torniamo a temi forti sui diritti, dall” articolo 18 alle false cooperative. E basta ambiguità sul caro bollette…”. E c” è chi, senza manifestare apertamente il suo dissenso, avrebbe preferito che la sperimentazione delle alleanze partisse un po” più in là, magari con il voto in Emilia-Romagna. Ma Di Maio, sull” onda della formazione del governo giallo-rosso, ha optato per una netta accelerazione.

Che li stia molto a cuore l’Umbria? O che il laboratorio debba essere testatO’

E, spiegano fonti del Movimento, non si esclude che la trattativa possa essere chiusa entro la settimana. Di Maio, non a caso, in queste ore è in costante contatto con i parlamentari umbri e i referenti locali del Movimento, a partire da Andrea Liberati, l” uomo dei Cinque Stelle a Perugia e dintorni.

C” è da trovare il candidato, però. E su questo, al momento, lo stallo è totale. Tramontata l” opzione Cucinelli il M5S torna a far filtrare il suo netto “no” a Andrea Fora, il candidato civico inizialmente scelto dal Pd. Il motivo è pressoché uno: Fora, per il Movimento, è troppo legato al Pd.

Presidente della Regione e membri della Giunta devono essere tassativamente espressioni della società civile, i simboli del Pd e del M5S non devono comparire“, è la conditio sine qua non che ribadiscono nel Movimento.

Sì, ma scusate eh, che vuol dire, poi, civismo avulso dai partiti, ma vi pare, per dirla alla Porro: “Ma come si fa ad immaginare che un, possibile, candidato a sindaco non sia vicino ai partiti?”.

Ma la trattativa prosegue e, a portarla avanti in questa fase attraverso i loro sherpa, sono Di Maio e Nicola Zingaretti.

Sette giorni per accelerare, in maniera definitiva, sul primo patto elettorale M5S-Pd. Lo scenario è quello delle Regionali dell” Umbria e le parti, dopo la lettera di Luigi Di Maio a La Nazione, sembrano viaggiare su binari molto vicini. Con un” incognita, tuttavia, al momento irrisolta: il profilo del candidato.

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