Isuc, la Cgil ha incontrato la Regione: la scelta di chiudere o meno è politica

Isuc, la Cgil ha incontrato la Regione: la scelta di chiudere o meno è politica

“La vicenda della chiusura dell’Isuc, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, è una questione politica e non può essere ridotta ad aspetti meramente tecnici. Non si può dire a parole che non è intenzione del Consiglio Regionale dell’Umbria chiudere l’istituto e poi cambiare le serrature e interrompere i rapporti di lavoro dei 5 collaboratori. Perché quei 5 lavoratori, con la loro esperienza e professionalità, sono l’Isuc”. È questo il messaggio che oggi, 30 dicembre, Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria, e Vanda Scarpelli, segretaria generale del Nidil Cgil di Perugia, hanno portato all’incontro con il presidente del consiglio regionale Marco Squarta, accompagnato dall’ufficio di presidenza, e con la presidente della giunta regionale dell’Umbria, Donatella Tesei, insieme al segretario generale dell’assemblea regionale Juri Rosi.
La Cgil ha sottolineato come la mancata riconferma dei contratti di collaborazione rappresenti una “via indiretta per chiudere l’istituto” e che laddove, come riferito nel corso dell’incontro, dovessero emergere aspetti di irregolarità amministrativa, questi non potranno ricadere in ogni caso sulle spalle di lavoratrici e lavoratori, pagati peraltro poche migliaia di euro all’anno. “Per la Cgil il nocciolo della questione è politico – hanno concluso Sgalla e Scarpelli – Di certo si possono individuare soluzioni utili a mantenere e, ancora meglio, stabilizzare, i rapporti di lavoro in essere e quindi portare avanti il prezioso lavoro di ricerca e studio che l’istituto ha svolto nel corso degli ultimi 50 anni. Aspettiamo insomma un’iniziativa concreta perché l’Isuc non chiuda”.

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