Fascio Perugia, Sgarbi a Fratoianni: “Non fare il talebano”

Fascio littorio mercato coperto Perugia, Bori e Bistocchi scrivono al Mibact

Fascio Perugia, Sgarbi a Fratoianni: “Non fare il talebano”

Rimuovere i fasci littorio dal mercato di Perugia? Fratoianni non faccia il talebano e li lasci lì dove stanno. Le testimonianze del fascismo sono ovunque in Italia, ricordiamo ad esempio l’obelisco ‘Mussolini dux’ al Foro Italico a Roma, per cui io non mi preoccuperei più di tanto.

Che poi queste vestigia del passato richiamino i giovani, sempre più privi di memoria storica a qualcosa di pericoloso, lo escluderei. Quindi si tratta solo di fanatismo. Se Fratoianni non ne avesse parlato nessuno ci avrebbe fatto caso. Parlare dei fasci littorio li fa esistere. Sono due testimonianze di una storia lontana quasi secolare e l’influenza negativa verso i giovani è del tutto inesistente.

Ci sono dei fasci anche su alcune lapidi romane, non è che Fratoianni vorrà togliere anche quelle? I fasci ritrovati a Perugia li vorrebbe mettere in un museo? Bene, ma in quale museo? In un museo della storia, un museo della Resistenza? Li lascino lì e va bene lo stesso. Secondo me non gliene frega un cazzo o a nessuno.


Fasci littori al Mercato Coperto di Perugia On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana):  Il caso in Parlamento, interrogazione al ministro Franceschini, siano rimossi e messi in un museo

“Durante i lavori di restauro, nel «nuovo» Mercato coperto di Perugia sono tornati alla luce due fasci littori coperti da decenni, ed ora fanno bella mostra di sè accanto al simbolo della città. Vogliamo sapere dal governo se il ministero dei Beni Culturali intende rimuovere questi simboli del fascismo e collocarli all’interno di un museo, evitando così in ogni modo che il simbolo del partito nazionale fascista possa essere indebitamente accostato al nome, al simbolo e all’immagine della città di Perugia”. Lo chiede il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni con un’interrogazione parlamentare al ministro Franceschini.

“Il Mercato fu realizzato in epoca fascista e inaugurato nel 1932, – si legge nell’interrogazione –  tanto che, accanto ai fasci, è riportata la data relativa all’anno decimo della marcia su Roma: la presenza dei due fasci littori esposti in una struttura così importante per la città e peraltro posti accanto al Grifo, simbolo della città, non un’immagine veramente rappresentativa della storia, del patrimonio culturale e dei valori di cui Perugia è portatrice.

Il fascio littorio è il simbolo del fascismo e riporta alla memoria quel regime autoritario che ha drammaticamente segnato la storia del nostro Paese e che andrebbe condannato in modo unanime e non celebrato esponendone i simboli in pubbliche piazze e negli edifici delle città. La tutela dei beni architettonici e storici non può giustificare addirittura il ripristino di simboli del regime fascista e la restaurazione di un reperto storico, anche di epoca fascista, è altra cosa dall’esporlo in un luogo pubblico. “Il fatto che dopo la Liberazione – conclude Fratoianni – questi simboli, qui e altrove in città, siano stati cancellati o coperti è coerente con la storia di una Repubblica la cui Costituzione è profondamente e intrinsecamente antifascista.” Il testo dell’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/10157&ramo=CAMERA&leg=18

 
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