Dimissioni Marini, l’intervento completo del consigliere Fiorini

Bando dirigenti a Terni, Comune revoca e Emanuele Fiorini esulta

Dimissioni Marini, l’intervento completo del consigliere Fiorini

Il clamoroso boato suscitato dalle indagini della magistratura su personaggi politici di primo piano – tutti del Pd – e su alcuni alti dirigenti della sanità umbra, il cui eco è rimbalzato fin sulle principali testate nazionali mi spinge a questa riflessione: sono sempre più convinto che la politica abbia bisogno di un serio percorso di moralizzazione che dovrebbe essere promosso, ad ogni livello, da tutti i partiti e attraversare profondamente ognuno di essi. (come dichiarato anche ai giornali qualche giorno fà)

Nel corso della mia attività di consigliere regionale, mi sono sempre occupato delle questioni legate alla gestione della sanità: ho chiesto molti accessi agli atti e ho avanzato tante interrogazioni al potere esecutivo in carica, poiché ho sempre percepito e denunciato pubblicamente, con insistente preoccupante frequenza, le storture del sistema.

Liste di attesa infinite, mi sono arrivati i documenti e posso dirlo chiaramente che noi paghiamo per la struttura della ASL di via Bramante a Terni 750 milaeuro, non è normale. Di come avete gestito il depotenziamento delle province e l’azzeramento della polizia locale, vi ricordo inoltre com’è ridotto l’ambientee l’agricoltura nella nostra regione.

Voi, che avete malgovernato e gestito servizi pubblici al fine di accumulare consenso elettorale, lasciate dietro di voi pesanti macerie, quelle tipiche di ogni sistema clientelare che implode perché si sono superati tutti i limiti, anche quelli della più elementare decenza.

Lo scandalo dei concorsi della sanità suscita grave disorientamento, in un momento molto critico per i cittadini alle prese coi loro problemi di salute, gravi e meno gravi, con una crisi economica che ancora non fa dormire singoli e famiglie e, per una parte di essa, alle prese con una ricostruzione post terremoto che di fatto non è ancora iniziata.

«In Italia nulla funziona nel sistema tecnico-amministrativo burocratico». Massimo Cacciari, il filosofo vicino al Pd, ha commentato così lo scandalo dei concorsi della sanità in Umbria. Frase drastica, non veritiera fino in fondo. Però, certo, senza i vari direttori di ospedale e dirigenti amministrativi, i politici indagati, niente o molto meno avrebbero potuto. Al di là dei reati che i pubblici ministeri ascrivono loro, senza la presenza di alti dirigenti e tecnici della pubblica amministrazione quantomeno compiacenti forse questo clamoroso scandalo non sarebbe mai esploso.

Nella mia esperienza politica ho incontrato, sia al Comune di Terni, che in altri comuni dell’Umbria, sia in Regione, sia all’ospedale di Terni sia in altre strutture che in altri enti, diversi dirigenti e tecnici preparati.

Preparati e capaci, ma messi all’angolo, persone a cui sono stati preferiti colleghi politicamente orientati (o, meglio, che si orientano politicamente per ragione di comodo, pagatissimi per prendersi davanti alla legge, sulle loro spalle, anche le responsabilità dei politici).

Quindi la colpa più grave dei politici del Pd, che hanno finora orientato la sanità umbra, è questa: non aver preteso di avere al proprio fianco professionisti del settore tecnico e di quello amministrativo di assoluto livello e, soprattutto, pronti a non piegarsi alle loro richieste (di solito indirizzate ad accrescere il proprio bacino di voti) perché – al di sopra dei desideri del politico di turno – essi pongono il bene comune e, dunque, la dignità e l’interesse della nazione e dello Stato. Anzi, i politici del Pd hanno privilegiato l’esatto opposto.

Tant’è che quando presentai la modifica alla legge regionale per la nomina dei dirigenti, dove non si poteva più scegliere tra l’elenco degli idonei, ma da quell’elenco si prendevano dal primo a scendere in base alle esigenze, perché sempre quell’elenco era formato in base al principio della meritocrazia. Voi l’avete bocciato. Basta con la politica all’interno della sanità.

I politici dovrebbero imparare a capire, anche in Umbria, che dirigenti e tecnici preparati e fieri di essere al servizio della comunità sono la loro migliore garanzia di successo. O che, perlomeno, sono quelli che ti possono evitare pessime figure e molti guai con la giustizia.

Se un mondo di politici e di amministratori sta crollando, se un pezzo importante della sanità umbra appare ora allo sbando poiché mal gestito per convenienza voglio ribadire, con forza, che a nessuno è consentito speculare sulla salute e quindi sulla pelle dei cittadini. E sono certo che la magistratura umbra è ben attrezzata per sradicare ogni comportamento illecito, in tutti i settori della pubblica amministrazione.

In tutti questi lunghi anni, il vostro sistema di clientelismo nella sanità umbra ha, per così dire, retto. Ma ha retto nel senso che il vostro potere, il vostro controllo asfissiante sulla nostra sanità ha sopraffatto chi, meritevole, poteva ambire ad avere un ruolo perché aveva studiato per quel ruolo ed era bravo. Sono persone che oggi, magari, lavorano in qualche ospedale o in qualche clinica all’estero. Oppure che sono restate ai margini del mondo del lavoro.

Il motivo di tutto ciò che è accaduto è semplice: il vostro progetto politico, che in altre epoche funzionò è giunto al capolinea. È vecchio, ormai puzza di rancido: le carte del “matrimonio” fra ex comunisti e una parte degli ex democristiani sono finite sui banchi del tribunale, poiché “i finti amanti” si sono sempre – ovviamente – traditi a vicenda…

Il fallimento del Pd come progetto politico era già scritto nel suo codice genetico. Pertanto per il bene dell’Umbria e del Paese, fatevene una ragione e lasciate queste poltrone: non sono le vostre. È ora di restituirle al popolo sovrano. L’alternanza nella gestione della cosa pubblica fa solo bene alla democrazia.

Adesso tocca a noi ricostruire la vita di una regione in pesante affanno. Possiamo farlo solo attraverso la valorizzazione delle capacità di ognuno di noi. Possiamo farlo solo tornando ad avere cura della nostra comunità. Non sarà facile, poiché il danno, non solo d’immagine, sofferto dagli umbri e dall’Umbria è enorme, così come quello inflitto alle istituzioni regionali che devono – quanto prima – recuperare la credibilità perduta.

Chiudo con alcune domande dei cittadini, perché la politica deve tornare a fare questo, dare voce al popolo:

Chiedigli di parlare delle pesanti violazioni dei diritti delle persone con disabilità

Chiedigli cosa gli hanno fatto di male gli Umbri per aver riservato loro questo trattamento. Eppure gli Umbri li hanno nutriti, coccolati, resi potenti

Chiedigli se non sentono il peso di aver deluso chi gli ha dato fiducia, le persone in difficoltà che chiedevano aiuto, i giovani ai quali hanno rubato il futuro, consegnandoli alla frustrazione ed alla precarietà economica e sociale

Chiedigli com’è mai possibile che i disabili a Terni siano gli ultimi e bisogna emigrare per dare la giusta assistenza medico-sanitaria a persone svantaggiate

Chiedigli cosa ne pensano dei centinaia di medici precari del servizio di emergenza territoriale, che da anni assicurano tale servizionei territori più disparati e abbandonati, che ora si vedono scavalcare da altri colleghi formati in 6 mesi e che hanno avuto l’onore di vedersi pubblicare un concorso preciso preciso per loro, con assunzione a tempo indeterminato

Questo è quello che vi chiedono i cittadini, credo che anche da queste domande sia arrivato il momento di dire basta e andare a casa.
ORA BASTA!

Chiudo ricordando: l’alternanza nella gestione della cosa pubblica fa solo bene alle democrazia

Aggiungo e chiudo:  Voi sono quasi cinquant’anni che sedete in questi banchi. BASTA!

La rassegna stampa

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