Da sinistra, per l’Umbria del futuro, costruire, dal basso, una nuova fase politica

Da sinistra, per l’Umbria del futuro, costruire, dal basso, una nuova fase politica

Esprimono un giudizio assolutamente negativo sul governo della Regione degli ultimi anni, ma non per questo disconoscono i valori storici di una sinistra che, ricordano, “ha permesso all’Umbria di essere all’avanguardia” in tanti aspetti della vita sociale ed economica nazionale per molti decenni. Partendo da questa considerazione, in vista delle prossime elezioni regionali. Sono i sette firmatari del manifesto programmatico ‘Da sinistra per l’Umbria del futuro’ che dal Park Hotel di Ponte San Giovanni hanno lanciato la proposta di dar vita a un progetto e a un’ampia coalizione di forze politiche, associazioni e soggetti che si riconoscano, appunto, “nei valori solidaristici dell’Umbria”, capaci di fronteggiare una destra definita “fascistoide, sessista e xenofoba”, ma che sia completamente rinnovata nelle persone e nei metodi d’azione e che metta tutte le sue componenti sullo stesso piano.

Quello uscito dalla assemblea indetta per oggi al Park Hotel di Ponte San Giovanni è un vero e proprio appello alla “sinistra allargata”, nessuno escluso, dal Partito democratico al Movimento 5 stelle, dai verdi a Rifondazione comunista, dai civici al Partito socialista, dai radicali a Liberi e uguali, dai cattolici progressisti al mondo dell’associazionismo, quello che arriva da Nadia Cirulli, Ginevra Comanducci, Fabiano Ortolani, Simone Rondolini, Domenico Santini, Fosco Taccini e Alessandro Venturi.

“Molti hanno già dato la loro adesione – è stato detto – e con l’assemblea, è stata ufficializzata l’idea di coalizione di sinistra ampia e che propone di arricchire il nostro manifesto con il contributo di tutti. Due sono i punti che però metteremo alla base di questo progetto: rigettare e ridiscutere qualsiasi candidatura già avanzata e un rinnovamento totale delle liste elettorali”.

Due cardini del progetto che traggono origine proprio dall’analisi impietosa che viene fatta del governo di centro-sinistra della Regione, “una classe politica – è stato detto – che non è stata capace di comprendere e riconoscere la gravità della situazione, che non è stata in grado di dare adeguate risposte al declino economico e sociale che ha investito la regione, subendo di fatto le politiche liberiste del governo nazionale e di austerità dell’Unione europea. Un ciclo storico si è concluso e quel modello di centro sinistra è ormai superato.

È necessario dare risposte politiche del tutto nuove, inedite e sperimentare nuove soluzioni che sappiano fronteggiare le sfide della globalizzazione tenendo ancora insieme sviluppo, modernizzazione e qualità della vita”. Una partita è ancora tutta da giocare, vogliamo recuperare quel vasto mondo di sinistra, ambientalista e civico che non va più a votare e che non ha più punti di riferimento ma che riteniamo sia ancora maggioritario nella regione.

Nel frattempo, molti obiettivi di governo sono stati già esplicitati sul manifesto ‘Da sinistra per l’Umbria del futuro’ e vedono in prima fila ambiente e lavoro. “Vogliamo dare concretezza alla nostra Costituzione così che abbia un riscontro reale nella vita quotidiana delle persone. Cerchiamo di rendere concreta un’utopia”. “Torniamo a ragionare di progetti a medio-lungo termine. Di questo abbiamo bisogno, non della politica del giorno dopo”.


da Sinistra, per l’Umbria del Futuro
Questo documento è una proposta aperta ad altri contributi per un confronto con cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, forze politiche e sociali presenti nei territori dell’Umbria al fine di costruire, dal basso, una nuova fase politica e programmatica per una Regione che ha bisogno di ritrovare il suo “essere” storicamente sede di democrazia, tolleranza, integrazione e relazioni sociali. Come sinistra, vogliamo che questi valori ritornino ad essere caratteristiche peculiari dell’Umbria.

La Regione Umbria, con una lungimirante elaborazione programmatica in cui la sinistra ha avuto un ruolo fondamentale, è stata all’avanguardia nelle politiche di coesione sociale, welfare, lavoro, diritti, pace e cooperazione internazionale, sanità, psichiatria, tutela e valorizzazione dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale suscitando, nei cittadini umbri, un forte senso di appartenenza e di orgoglio.

Negli ultimi anni il rapporto positivo che la classe politica di sinistra e di centrosinistra aveva instaurato con la società umbra ha subìto una battuta di arresto, provocando una frattura che rischia di essere insanabile. Il centro sinistra che ha governato questa regione non è stato capace di comprendere e riconoscere la gravità della situazione, sottacendo, minimizzando e adattando le proprie politiche a quelle del governo nazionale, anche a fronte di sollecitazioni, di larga parte della società umbra, a cambiare rotta. Una logica devastante che ha fatto tornare indietro di anni la Regione e che ha tradito gli stessi valori identitari dell’Umbria.

In questi ultimi anni non si è investito abbastanza sull’innovazione tecnologica e di processo e sulla green economy: questo ha fatto recedere drammaticamente il tessuto industriale e produttivo ed oggi l’Umbria è una regione con una grande crisi economica e sociale. Una crisi anche istituzionale che ha portato alle dimissioni della Presidente della Giunta regionale a seguito del recente scandalo dei concorsi nel settore della sanità.

È indispensabile per l’irrinunciabile rilancio economico, sociale e politico dell’Umbria un totale rinnovamento nei metodi e nelle persone che, nella prossima legislatura regionale, saranno chiamate a operare.

Centinaia di aziende, passate nelle mani di multinazionali, che non hanno certo a cuore il destino degli abitanti della regione, hanno chiuso i battenti lasciando a casa migliaia di lavoratori. Sono molte le famiglie in difficoltà economica e scarse sono le prospettive di lavoro per i giovani. Tra il 2007 e il 2014 il valore aggiunto regionale si è ridotto del 16.7%, a fronte della riduzione 7,7% della media italiana. I dati dell’ultimo Rapporto Istat sulla povertà confermano la rilevanza e l’intensità della povertà in Umbria che riguarda il 14.3% delle famiglie (55 mila famiglie) e, il 14,7% dei minori, si trova in gravi condizioni di disagio.

Declino è la parola che indica perfettamente lo stato attuale della nostra regione.

OCCORRE RIPARTIRE!

La Sinistra umbra vuole guardare al futuro, innovare la propria azione politico/programmatica ripartendodalle proprie radici culturali per riconquistare la fiducia dei cittadini ed impedire che la destra, dopo aver vinto le elezioni amministrazione in molti comuni (tra cui Perugia, Terni, Spoleto, Foligno), possa andare al governo della Regione, trasformando l’Umbria, terra della tolleranza, della pace e della fratellanza, dei valori costitutivi della democrazia e dell’antifascismo in una regione dell’intolleranza, della regressione civile e sociale.

Per questo ci rivolgiamo a tutti i cittadini e in particolare a quelli che, nelle ultime elezioni, hanno espresso un voto di protesta o si sono rifugiati nell’astensionismo per costruire insieme un patto di programma, di azione e di comportamento. Un progetto politico-programmatico che rilanci i valori solidaristici dell’Umbria a cominciare dal contrasto forte e convinto alla folle proposta dell’autonomia differenziata delle regioni che, unitamente alla scellerata proposta della Flat tax, porterebbe ad una ulteriore divaricazione tra regioni ricche e meno ricche ed un aumento della disuguaglianza tra le persone.

Vogliamo scrivere una pagina nuova per un nuovo progetto per l’Umbria. Indichiamo di seguito alcuni obiettivi che intendiamo approfondire e articolare con il più ampio e partecipato coinvolgimento della società e dei territori dell’Umbria.

  1. AMBIENTE E TERRITORIO.Un progetto articolato e integrato che valorizzi il territorio, mettendolo in sicurezza dal punto di vista idrogeologico e sismico e che tuteli l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico, risorse fondamentali per uno sviluppo sostenibile e durevole.
  2. RICOSTRUZIONE. Il “modello Umbria” che ha contraddistinto la ricostruzione post-sisma del 1997, che metteva al centro il protagonismo degli Enti Locali e dei territori e che è stato assunto anche a livello nazionale, è stato completamente disatteso. Il prossimo governo dell’Umbria dovrà intraprendere forti iniziative nei confronti del governo nazionale per affrontare e risolvere definitivamente il problema della ricostruzione che sta subendo ritardi ingiustificabili e ingiustificati, creando una situazione drammatica per le persone e per le aziende.
  3. BENI COMUNI.Una politica di riconoscimento e gestione dei “Beni Comuni” che ne impedisca lo sfruttamento privato, evitando così l’impoverimento della comunità a cominciare dal bloccare l’indiscriminato consumo di suolo e delle risorse idriche.
  4. SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE. Una nuova politica di esenzione dai ticket sanitari. Un sostegno economico per gli studenti, soprattutto quelli più bisognosi e meritevoli, nell’intero percorso formativo, partendo dalla formazione di base sino all’università e alta formazione. Una efficace e diffusa politica per la disabilità sburocratizzando le procedure per ottenere i sussidi necessari.
  5. POLITICHE ABITATIVE. Rendere effettivo il diritto universale ad avere una casa. Favorire l’acquisto della casa da parte di giovani coppie con particolari agevolazioni per il recupero e il risparmio energetico delle unità abitative nei centri storici.
  6. ECONOMIA. Sviluppare una politica integrata che valorizzi al meglio le risorse culturali e ambientali, artigianali ed enogastronomiche presenti nel territorio, per uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile. Investire in accoglienza e ospitalità e nelle reti strutturali (viabilità e sistema integrato dei trasporti) e tecnologiche (banda larga); abbattere le barriere architettoniche, anche utilizzando, attraverso una progettazione condivisa con gli Enti Locali e le parti sociali, i Fondi Europei.
  7. GREEN ECONOMY E DIRITTI DEI LAVORATORI. Lotta alla precarietà favorita dal jobs act e dall’abolizione dell’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Investimenti finalizzati ad agevolare l’insediamento di aziende produttive attente alla tutela dell’ambiente e ai diritti dei lavoratori. Favorire la nascita di aziende che investano in innovazione tecnologica e produttiva, anche nel segno della green economy, utilizzando al meglio i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.
  8. SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO. Maggiore investimenti per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, settore in cui l’Umbria registra un tragico primato, attraverso più efficaci ed accurati controlli.
  9. PARITÀ DI GENERE. Una politica che punti all’effettivo raggiungimento della parità di genere in tutti i settori della vita pubblica e sociale e garantisca diritti, tutele ed equiparazione dei salari tra uomini e donne. Piena attuazione della L. 194, garantendo in tutti gli ospedali medici non obiettori. Garantire il finanziamento per i Centri Antiviolenza; valorizzare e implementare i punti di ascolto territoriali, coinvolgendo tutte le associazioni che operano nel settore.
  10. SANITÀ. Potenziare i servizi pubblici di diagnosi e cura; reinvestire sulla riqualificazione del personale; contenere le liste di attesa; rispondere con nuovi servizi di assistenza domiciliare e investire anche nella strumentazione per il suo utilizzo h 24; prevedere più appropriati servizi per i disabili; evitare il proliferare di ulteriori forme di privatizzazione nella sanità.
  11. CULTURA E SPORT. Mettere a sistema la rete museale nazionale e locale; valorizzare le istituzioni culturali, il patrimonio storico-artistico e le tradizioni del territorio regionale; sostenere le manifestazioni e le attività di tipo culturale e sportivo presenti nella regione per creare nuove occasioni di lavoro stabile per i giovani. Una politica sportiva di salvaguardare della salute e di piena applicazione dello sport di cittadinanza.

È compito di una Sinistra rinnovata:

  • ridurre le diseguaglianze sociali ed affermazione del diritto alla sicurezza e alla qualità ambientale nei luoghi di vita, di studio e di lavoro;
  • dare concretezza ai diritti costituzionali a cominciare da quelli dei lavoratori e lotta a ogni forma di sfruttamento, discriminazione e di precarietà sul lavoro;
  • allargare e arricchire gli spazi di democrazia e non ridurla esclusivamente al momento del voto;
  • costruire un modello di sviluppo sostenibile e durevole dal punto di vista ambientale, sociale ed economico che sia di aiuto alla risoluzione del problema drammatico del cambiamento climatico e della invasione della plastica e delle microplastiche e che procuri nuovi e buoni posti di lavoro soprattutto per le giovani generazioni;
  • dare risposta al drammatico problema della migrazione epocale di interi popoli in fuga dalla guerra e dalla fame proponendo un modello di integrazione alternativo al modello del rifiuto tout-court e della segregazione;
  • sostenere la cultura e l’innovazione contro le semplificazioni che una società complessa come la nostra non si può permettere;
  • fare riferimento alla Costituzione e in particolare a quel meraviglioso articolo che recita “… è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che … impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

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