Critiche delle opposizioni a Bandecchi per la gestione delle cooperative sociali
Critiche opposizioni – In un comunicato congiunto, le forze politiche di opposizione M5S, AVS, Rifondazione Comunista e Bella Ciao accusano l’amministrazione comunale di Terni e il vicesindaco Stefano Bandecchi di aver deliberatamente ignorato il valore sociale delle cooperative locali, in particolare la cooperativa Ultraservizi. Il comunicato prende posizione contro le recenti dichiarazioni di Bandecchi, che aveva attaccato pubblicamente Antonino Sabatini, presidente della cooperativa, accusandolo di arricchirsi a scapito dei propri dipendenti. Le forze di opposizione respingono fermamente queste affermazioni, definendole offensive e prive di fondamento, sottolineando come l’amministrazione non abbia mai rispettato i requisiti di tutela salariale negli appalti pubblici.
Secondo i rappresentanti di M5S, AVS, Rifondazione Comunista e Bella Ciao, la cooperativa Ultraservizi rappresenta da 25 anni un modello virtuoso di inclusione e integrazione sociale nel territorio di Terni. Non solo ha garantito da sempre un’elevata percentuale di lavoratori svantaggiati, come richiesto dalla Legge 381/91, ma ha anche anticipato l’adozione delle modifiche contrattuali previste dai rinnovi nazionali ben prima delle scadenze obbligatorie, dimostrando un impegno concreto verso i propri dipendenti e il rispetto delle norme.
Le accuse del vicesindaco sono state definite “ipocrite” dalle forze di opposizione, considerando che lo stesso Comune di Terni, al contrario di quanto suggerito da Bandecchi, non ha mai stabilito nei bandi di gara dei criteri che assicurassero un salario minimo ai lavoratori delle cooperative. Questa mancanza di tutela è stata più volte sollevata dalle opposizioni, senza tuttavia ottenere alcuna risposta concreta dall’amministrazione.
Salari minimi e adeguamenti mancati
Le forze politiche di opposizione sottolineano come, nonostante il forte aumento dei costi degli ultimi anni dovuto a eventi globali come la pandemia e l’incremento dei prezzi a livello internazionale, l’amministrazione non abbia mai convocato le cooperative sociali di tipo B per discutere un adeguamento dei prezzi nei contratti di servizio. Questa scelta, affermano, ha lasciato molte realtà sociali, tra cui Ultraservizi, a operare in un contesto economico svantaggioso, aggravato dai rincari post-Covid. La mancata convocazione di un tavolo per affrontare questi adeguamenti viene interpretata dalle opposizioni come una grave mancanza di sensibilità verso chi opera a favore dei soggetti svantaggiati.
La cooperativa Ultraservizi, secondo quanto dichiarato, ha sempre cercato di garantire dignità e inclusione ai propri lavoratori, anche in un contesto di difficoltà economica. L’accusa di “arricchirsi sui propri dipendenti” viene respinta dalle opposizioni come una visione distorta della realtà: anziché un esempio di sfruttamento, Ultraservizi viene dipinta come un’azienda sociale che ha contribuito in modo tangibile alla coesione della comunità ternana.
Requisiti sproporzionati nelle nuove gare di appalto
In aggiunta, il comunicato congiunto di M5S, AVS, Rifondazione Comunista e Bella Ciao denuncia che i requisiti inseriti nelle nuove gare ponte per i servizi sociali sembrano essere concepiti per tagliare fuori le cooperative locali come Ultraservizi, favorendo invece l’ingresso di grandi società private. Le forze di opposizione ritengono che questa sia una scelta politica volta a estromettere chi ha svolto un ruolo chiave per la comunità. Secondo il comunicato, l’amministrazione starebbe quindi aprendo le porte a grandi aziende esterne, ignorando il contributo delle imprese sociali locali e preferendo realtà con minori garanzie di inclusione e tutela salariale.
Queste nuove condizioni nei bandi, considerate sproporzionate per le piccole realtà locali, potrebbero portare alla fine di progetti sociali di lunga durata, minando ulteriormente le già limitate risorse a disposizione delle cooperative sociali. Il comunicato congiunto evidenzia il rischio che questo cambiamento possa portare a una riduzione dell’inclusione lavorativa per persone svantaggiate, mettendo a rischio le politiche di integrazione e inclusione che hanno caratterizzato finora il modello ternano.
Una gestione contestata
La nota di M5S, AVS, Rifondazione Comunista e Bella Ciao conclude con un attacco diretto all’amministrazione di Terni, accusandola di considerare il valore sociale delle cooperative un ostacolo alla propria visione politica. Secondo le forze di opposizione, questo atteggiamento dimostrerebbe una mancanza di rispetto verso le imprese sociali, che invece hanno dato prova di rappresentare un valore per la comunità, specialmente in tempi di crisi economica e sociale.
Alla luce di queste considerazioni, le opposizioni chiedono maggiore chiarezza e trasparenza nella gestione degli appalti pubblici e una politica che tenga conto dei bisogni delle cooperative e delle persone che esse impiegano. La richiesta è quella di un confronto aperto, in cui venga riconosciuto l’importante ruolo che le cooperative sociali giocano nella tutela delle persone svantaggiate e nel mantenimento del tessuto sociale del territorio.

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