Consigli Comunali dell’Orvietano approvano OdG contro legge Pillon

 
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Consigli Comunali dell’Orvietano approvano OdG contro legge Pillon

I consigli comunali di Parrano e Fabro approvano l’ordine del giorno che chiede il ritiro del disegno di legge di Pillon sulla revisione delle misure in materia di separazione, divorzio, affido dei minori.

La rete delle donne Alto Orvietano esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto. Una positiva risposta alla richiesta di un forte impegno delle istituzioni contro il ddl 735, inviata al termine dell’incontro pubblico, organizzato proprio dalla Rete Donne Alto Orvietano con l’importante contributo delle associazioni di Orvieto, l’Albero di Atonia, il Filo di Eloisa, lo Spi Cgil coordinamento donne e la Cgil.

A Parrano l’odg presentato dall’ass. Isabella Tedeschini è stato approvato con 7 voti favorevoli, 2 astenuti e 1 contrario.

Per il Consiglio comunale di Fabro,  l’Odg è stato presentato dal consigliere di maggioranza e del Pd Alessandro Ruina ed è stato votato solo dai consiglieri di maggioranza. L’opposizione non ha partecipato al voto definendo l’odg “pretestuoso”.

I due Odg impegnano il sindaco e la giunta a contrastare, nelle sedi più opportune e con gli strumenti più adeguati, il merito delle proposte in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità contenute nel DDL 735 Pillon; di sensibilizzare tutti i parlamentari eletti in Umbria, affinché promuovano e garantiscano seri ed ampi confronti con tutti i soggetti istituzionali, associativi e professionali coinvolti, comprese le rappresentanze femminili, le associazioni familiari e le figure di garanzia per i minori, al fine di sospendere l’attuale iter di approvazione.

Il Consiglio Comunale chiede al Presidente del Consiglio il ritiro del DdL Pillon.

La Rete delle Donne Alto Orvietano considera l’approvazione dell’odg un segnale forte per contrastare un grave arretramento per le libertà e i diritti civili di tutte le donne e, in particolare, per le donne e i bambini vittime di violenza.

Il ddl ci porta indietro di 50 anni e intende trasformare le vite degli ex coniugi e dei loro figli in un percorso ad ostacoli.

Nel Ddl sono contenuti una serie di rischi di arretramento sia per i minori che per la genitorialità in particolare femminile; E’ un esplicito attacco a chi non ha la possibilità di difendersi e cioè alle bambine e ai bambini. I minori diventerebbe oggetto e non soggetto di diritto.

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