Congresso Pd, Bori a De Rebotti, Presciutti e Torrini, basta logica caminetti

 
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Congresso Pd, Bori a De Rebotti, Presciutti e Torrini, basta logica caminetti

Congresso Pd, Bori a De Rebotti, Presciutti e Torrini, basta logica caminetti


Cari Alessandro, Francesco e Massimiliano,
mi fa piacere che abbiate accolto il mio appello a voltare pagina, insieme. La nostra comunità ha fame e sete di futuro, i democratici umbri hanno voglia di riscatto e non di nuove attese.
Leggo con favore la proposta di ragionare insieme su come rendere questo Congresso maggiormente ricco di spunti costruttivi e di occasioni confronto: ero e rimango disponibile ad ascoltarci e ad interloquire, come è naturale e opportuno che sia.
  • Bene l’informalità e altrettanto bene provare a discutere in un clima sereno e disteso del futuro del Partito Democratico dell’Umbria
Proviamo, però, a farlo nelle sedi opportune, senza per forza trovarsi attovagliati in un ristorante o arrivare a scambiarsi solo messaggi a mezzo stampa. È giunta l’ora, o forse è già passata la tempo, di Bori , in cui solo a pochi, ad esempio a noi quattro candidati alla Segreteria, è concesso il privilegio di decidere sulla testa degli altri. Serve un confronto aperto e democratico, come quello che anche voi stessi auspicate.
Durante questa prima settimana di campagna congressuale, grazie alle tante iniziative promosse in giro per l’Umbria, ho incontrato tanti iscritti e simpatizzanti e parlato di politica, dentro i circoli, per strada e nelle piazze. Vi assicuro che in giro, tra la nostra gente, c’è tanta voglia di confrontarsi, di riprendere la parola e parlare di idee e progetti per l’Umbria. Molto meno di discutere di ruoli e di nomi. Ancor meno di cavilli e ricorsi.
Continuo a credere che il Congresso non sia un traguardo, ma i nastri di partenza: non un punto di arrivo, ma di inizio per una nuova fase del PD umbro. A noi spetta il compito di non deludere le aspettative dei nostri iscritti che sperano che il nostro partito riprenda al più presto il proprio cammino evitando il rischio di un’ennesima falsa partenza. Ricordando sempre, a me stesso e a voi, che l’avversario non è all’interno del PD ma fuori: sono le destre a trazione leghista che avvelenano la nostra società.

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