CISL UMBRIA, NO AI VITALIZI DEI CONSIGLIERI REGIONALI

cisl(umbriajournal.com) UMBRIA – Nella mattinata di oggi sono state consegnate le oltre 10 mila firme raccolte dalla Cisl, Legambiente, Cittadinanzattiva e Libera per dire no ai vitalizi dei Consiglieri regionali. La petizione ha visto le organizzazioni impegnate per un mese e mezzo nelle proprie sedi e in mezzo alla gente.
Al Consiglio regionale, con questa petizione, è stato chiesto di adottare da subito la legge di recepimento del Decreto Tremonti con la rimodulazione dei vitalizi per tutti gli ex consiglieri regionali, calcolati sulla base dei contributi effettivamente versato con il “montante” utilizzato dall’Inps. Di stabilire come data di decorrenza per tale nuovo sistema il 1° luglio 2013. Di destinare i risparmi, valutabili in circa 2 milioni di euro su base annua, per il Fondo per la non autosufficienza, per sostenere i nuclei familiari deboli e per il rilancio dell’occupazione giovanile.
“Impensabile che ci siano soggetti più uguali di altri”. Con queste parole il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra ha aperto il proprio intervento, sottolineando la necessità e l’urgenza di ripristinare anche in Umbria il principio di equità e di giustizia. “Ciò sarà possibile –ha spiegato- solo se il sistema pensionistico ritorna ad essere uguale per tutti i cittadini, lavoratori e politici. I vitalizi, anche per questo, sono un privilegio odioso, che la gente non può continuare a tollerare e a sostenere in questo momento di crisi che non ha eguali. Basti pensare che la cassa integrazione in deroga è stata finanziata sino a settembre e non dicembre. Alla luce di questa ultima preoccupante notizia, la differenza la possono fare anche piccoli risparmi. Straordinario sarebbe se a dare questo segnale fosse proprio la Regione”. Il presidente Eros Brega, ascoltati i promotori della petizione, ha garantito massima collaborazione e disponibilità, mettendo a disposizione l’ufficio legislativo della Regione affinché i cittadini siano garantiti nella trasparenza attraverso il lavoro nell’apposita commissione

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